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Talete, Stefano Bonori si è dimesso

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Stefano Bonori

Stefano Bonori

Cinzia Marzoli

Cinzia Marzoli 

Marco Fedele

Marco Fedele

Viterbo – Stefano Bonori si è dimesso.

Terremoto in vista in Talete. Il presidente lascia la società idrica.

Con lui esce dal consiglio d’amministrazione pure l’ultima arrivata, Cinzia Marzoli, nominata appena lo scorso 27 maggio, in sostituzione di Laura Mezzetti.

La notizia è cominciata a circolare ieri sera sul tardi, un fulmine a ciel sereno, con alcune avvisaglie, arrivate qualche ora prima.

Lunedì è stata convocata una conferenza stampa. Generica.

Bonori lascia, a distanza di poco più di un anno dalla nomina, avvenuta il 29 agosto 2014.

E’ lo stesso ex sindaco di Bomarzo a confermarlo. Dopo non poche insistenze e preso per la stanchezza, vista l’ora tarda.

“Si, mi sono dimesso – dice Bonori – e con me lascia anche la consigliera Marzoli”.

Marco Fedele, ex presidente e attuale terzo membro del cda, non è ancora chiaro se intenda dimettersi, ma si tratta solo di una questione tecnica.

In ogni caso, lasciando due membri su tre, comunque il cda decade.

Lasciano, in pratica, i due componenti che come area politica sono stati indicati dal centrosinistra.

Sulle ragioni che lo hanno spinto a lasciare, Bonori non parla: “Lunedì abbiamo convocato un incontro appositamente”.

E se gli si chiede se abbia gettato la spugna: “Assolutamente no”.

Chiamato a risollevare le sorti di Talete, Bonori ha impegnato l’anno alla presidenza nel tentativo di rilancio, predisponendo atti come la due diligence, richiesti dai sindaci, razionalizzando le spese, riducendo la morosità.

Molto al dentro delle dinamiche che governano il servizio idrico, ha impostato una tabella di marcia che evidentemente, non in molti hanno voluto seguire.

Già lo scorso 11 dicembre si parlava di possibili dimissioni.

I soci, ovvero i sindaci, hanno lasciato la società idrica nel guado. Spesso disertando le sedute, altre volte facendole girare a vuoto.

Quindi i problemi legati agli stipendi dei lavoratori e alle difficoltà persino nel reperire risorse per la manutenzione ordinaria, il conto corrente bloccato. Problemi superati, almeno in parte.

Ma le criticità di fondo, mai risolte di politici-soci, sono rimaste.

Il 26 agosto l’ultima assemblea. Chiamata a votare il bilancio, con un saldo negativo di quattro milioni. Altro nulla di fatto. E’ stato l’ultimo.

Dietro l’angolo adesso lo spettro della liquidazione e a quel punto, qualsiasi scenario è possibile.

Giuseppe Ferlicca


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