Viterbo – Cinque milioni di euro.
Si aggirerebbe su questa cifra il valore commerciale della piantagione di canapa indiana sequestrata dalla squadra mobile di Viterbo (video – fotocronaca: maxipiantagione di canapa indiana – slide). Tanto avrebbe guadagnato, approssimativamente, il proprietario se avesse spacciato l’intero quantitativo di sostanza ritrovata.
Un vero e proprio tesoretto. Sempre se sarà dimostrato che si tratta di sostanza con un contenuto di principio attivo tale da qualificarla come stupefacente.
Per gli agenti della questura di viale Romiti, le analisi di laboratorio eseguite sui campioni prelevati dopo il sequestro della piantagione certificherebbero la presenza di cannabinoidi.
Per un 39enne, originario della provincia, sono scattate le manette per produzione, coltivazione e detenzione di droga ai fini di spaccio.
La piantagione trovata dai poliziotti, coordinati dal vicequestore aggiunto Fabio Zampaglione, si estende per oltre 4mila metri quadrati. Quasi mezzo ettaro.
Un intero campo è finito sotto sequestro, in un paese a sud della provincia, insieme a piante in essiccazione, materiale per la coltivazione e la produzione come fertilizzanti, semi, un bilancino di precisione e 2800 euro un contanti, materiale cartaceo ed elettronico.
La scoperta, martedì mattina, dopo una serie di appostamenti. Nella perquisizione a casa del 39enne, finito in manette, sarebbe stata trovata una serra indoor con un sofisticato impianto di aerazione e una potente lampada alogena per la maturazione rapida.
Le attività sono state portate avanti dalla sezione narcotici diretta dal sostituto commissario Luca Mezzera, in collaborazione con i colleghi del commissariato di Flaminio Nuovo, il cui contributo è stato determinante. Ha coordinato le indagini il pm Massimiliano Siddi.
Accertamenti e perquisizioni sono proseguiti fino a ieri pomeriggio. Le indagini continuano.






