Viterbo – “Se chiami i carabinieri e non mi arrestano ti do tante botte da farti finire sulla sedia a rotelle”.
Così si rivolgeva alla moglie un 37enne di origini siciliane, residente a Vejano. Un inferno domestico durato tre anni, dal 2009 al 2012, per la moglie e la figlia che, all’epoca, aveva solo 8 anni.
Ieri, la condanna a un anno e cinque mesi per maltrattamenti e lesioni su moglie e bimba. Ma anche assoluzione dalle accuse di estorsione e tentata estorsione per le richieste di denaro che la moglie raccontò ai carabinieri di aver ricevuto in continuazione dal marito. Con i soldi, l’uomo comprava droga e alcol, stando agli atti di accusa e alle testimonianze dei carabinieri al processo.
Tre anni di botte, insulti, minacce e violenze psicologiche anche sulla figlia piccola, che era spesso presente quando il padre dava in escandescenze, spaccando qualunque cosa gli capitava a tiro.
La bimba rimase ferita durante una delle consuete aggressioni alla madre. Per cercare di difendere la mamma, la piccola si frappose tra i genitori: il padre la fece finire al pronto soccorso con un polso contuso.
Il pm, in aula, ha chiesto e ottenuto l’assoluzione dall’accusa di estorsione perché le minacce alla donna non sarebbero state espressamente collegate alle richieste di denaro. Circostanza che non rendeva il reato configurabile. In compenso, la pubblica accusa aveva chiesto comunque la condanna a 2 anni e 5 mesi (un anno in più della pena inflitta dal giudice) per i maltrattamenti e le lesioni.
