Viterbo – Ogni volta che piove un poco di più rispetto alla norma, il locale si allaga.
All’osteria Salicicchia la titolare è esasperata. L’altro giorno è successo di nuovo. E’ la solita storia. Per Catia Marchettini, proprietaria della struttura a porta san Pietro, dipende dai tombini perennemente otturati e che il comune non provvede come dovrebbe a tenere puliti.
Con tutto quello che ne consegue.
Danni e ore di lavoro per rimettere tutto in sesto. E’ esasperata.
“Tutto è iniziato il 4 aprile dello scorso anno – ricorda Marchettini – c’è stato un primo allagamento. Ci siamo detti che può capitare, ci siamo domandati da cosa potesse dipendere, ma al momento non avevamo idea. Passa qualche mese. Il 23 luglio 2014, c’è stato il secondo allagamento. A quel punto abbiamo cominciato a preoccuparci, a cercare di capire da dove arrivasse il problema. Tutto tace”.
Passa appena un mese e il locale si allaga per la terza volta. E’ il 23 agosto.
“Tre fine settimana di chiusura forzata a causa dei danni – spiega Catia Marchettini -. Il nostro legale ha scritto al comune con tanto di elenco dei danni e fatture.
Danni a non finire per noi. Andiamo avanti.
Oltre al risarcimento, chiediamo che sia sistemata la situazione, dal momento che l’immondizia non raccolta e la non cura di caditoie e tombini ci provocano danni pesanti.
Tra gli uffici del comune c’è stata corrispondenza, lo abbiamo accertato di persona ed effettivamente il comune riconosce che i tombini che si trovano davanti al mio locale sono di propria competenza”.
Un passo avanti. Almeno così sembra.
“Nuova lettera con richiesta di risarcimento, ma dal comune un responsabile sorridendo ci fa notare come per tre volte abbiamo avuto gli stessi danni – raccontano i titolari interdetti -.Ovvio che abbiamo riportato gli stessi danni. L’attività è sempre quella e i macchinari sono sempre gli stessi”.
Si arriva a un compromesso. “Dall’ufficio legale del comune ci dicono che possono liquidarci fra i 1.500 e i duemila euro.
A fronte di 20mila euro di danni documentati e fatturati”.
Non c’è intesa sul passato e sui danni e nemmeno la situazione cambia.
“Siamo arrivati al quarto allagamento l’altro ieri e non nulla è cambiato – affermano i proprietari -. Inutile parlare di bombe d’acqua, se i tombini fossero puliti il problema non esisterebbe”.





