Capodimonte – Avevano promesso una passeggiata nel paesaggio più bello del mondo. Il pubblico non ha potuto che seguirli.
Più di duecento persone, ieri mattina, hanno partecipato passeggiata con Antonello Ricci e Davide Ghaleb “Salire a Bisenzio, nel paesaggio più bello del mondo” (fotogallery – slide). Settima tappa di un viaggio alla scoperta della provincia, del suo territorio, della sua storia etrusca, traboccante di aneddoti affascinanti e cultura popolare.
Un successo sperato, ma non annunciato. “Bisenzio è bella e ‘maledetta’ – racconta Antonello Ricci -. Ha un fascino particolare, non strillato, senza evidenze archeologiche. Ma il suo sottosuolo è carico di promesse: centinaia di tombe sono nascoste sottoterra. Scavare è un’impresa, per tutta una serie di problemi, ma la ricerca archeologica sta andando avanti, raccontandoci meraviglie sotterranee che, in superficie, si mostrano appena”.
Monte Bisenzio è una collina a strapiombo sul lago di Bolsena. Un sito scoperto tardi, studiato poco e abitato molto, fino a epoca recente, meta del sistematico saccheggio dei tombaroli. “A Bisenzio – racconta Antonello Ricci – basta calpestare la strada bianca per accorgersi che sul selciato emergono le tracce di antichi sarcofagi sepolti”. La storia parla a sa ascoltarla e narrarla, come hanno fatto ieri Dario Rossi e Lorenza Bernini, della Banda del racconto, dopo un lungo lavoro di studio dell’itinerario e raccolta di antiche testimonianze. “Ci hanno ascoltato incantanti parlare del colombario, un antico ricovero per colombe la cui entrata è una piccola cella perfettamente allineata col solstizio d’estate: ogni 21 giugno, una lama di luce solare penetra nella cella illuminandola. Uno spettacolo a strapiombo sul lago”.
Due ore scivolate in due minuti, tra le percussioni di Roberto Pecci e i brani letti da Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti.
Il pubblico apprezza. Chiede. Commenta. In tanti ammettono di essere venuti alla passeggiata incuriositi dagli appuntamenti del Festival degli Etruschi. Ammaliati dai vasi di foggia etrusca realizzati da Roberto Bellucci, lavorando al tornio in piazza del comune. E sedotti, infine, dal titolo dell’iniziativa: “I pirati della bellezza”.
Tante famiglie, tanti bambini tra il verde di Bisenzio, nonostante la mattinata fitta di nuvole, ma clemente fino alla fine, perché solo a fine passeggiata arrivata la pioggia.
La platea, attenta e sensibile, si è commossa con Andrea Babbi quando il giovane archeologo ha iniziato a raccontare la sua esperienza di cervello in fuga dall’Italia per gli spazi troppo angusti che questo paese riserva all’archeologia. “Andrea vive in Germania – continua Antonello Ricci -. Lavora con tecnologie radar a un progetto triennale che consiste in rilevazioni nel sottosuolo. Archeologia d’avanguardia, che mostra tutte le ricchezza sottoterra senza bisogno di scavare. Una lettura integrale del sottosuolo per portare alla luce i nostri tesori nascosti. Nel suo ventre, Bisenzio ha un’intera necropoli”.
Stefania Moretti




