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Unioni di fatto, arriva il “Cammino dei diritti”

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Emanuela Dei

Emanuela Dei 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Matrimonio non si può dire. Unioni civili neppure. L’ala cattolica Pd batte i pugni sul tavolo, la paura fa novanta e allora meglio cambiare tutto, persino il nome.

Quello che lega due persone dello stesso sesso non è amore, quindi è meglio chiamarlo una “formazione sociale specifica”. Si cerca in tutti i modi di allontanare lo spettro delle parità. Si vuole ricordare agli omosessuali che la loro unione non è poi uguale al canonico matrimonio.

L’amore tra due persone eterosessuale è più intenso, più vero e quindi solo loro possono essere tutelati. Si apre la via della ghettizzazione e dell’emarginazione per paura che a qualche coppia uomo-donna salti in mente di chiedere diritti per essere una coppia di fatto.

Eh già perché questa legge, che sta emarginando gli omosessuali attribuendogli scarni diritti, non è per gli eterosessuali. Questi non hanno scelta: o matrimonio o nulla. Per lo loro non c’è alternativa, perché, sia lo Stato che la Chiesa finirebbero di esercitare il proprio potere o monopolio sulle unioni. Se ci fosse un’alternantiva al matrimonio tradizionale quanti etero continuerebbero a sposarsi e quanti opterebbero per un’unione civile regolamentata?

Lo Stato, a braccetto con la Chiesa, mette regole e ghettizza, togliendo la libertà di scelta, sia agli eterosessuali che agli omosessuali.

Per questo motivo, il 15 agosto è partito da Torino il “Cammino dei diritti” che toccherà anche Viterbo. Percorrendo la via Francigena uomini e donne si sono uniti per chiedere una legge che tuteli le unioni le unioni di fatto per eterosessuali che omosessuali.

Camminare per i diritti è un modo non violento di manifestare, a piccoli passi e piccole tappe, che vanno dai quindici ai trenta chiliometri, si può condividere e dimostrare, in quanti abbiamo a cuore questa tematica.

Piero Spina, presidente del comitato promotore, spiega come un gruppo di appassionati della montagna abbia deciso di unire la passione per il camino a qualcosa di utile per gli italiani. “Dal dopoguerra ad oggi, tutti i Governi che si sono succeduti hanno colpevolmente ignorato i diritti di milioni di persone.

Questo Cammino dei diritti vuole sensibilizzare l’opinione pubblica e chiedere al governo italiano una legge che garantisca alle coppie di fatto di qualsiasi orientamento sessuale, diritti equiparabili a quelli delle coppie sposate (possibilità di stare accanto al proprio compagno in ospedale, reversibilità della pensione, eccetera) e una legge che garantisca alle coppie dello stesso sesso che lo desiderano, di potersi sposare civilmente

Negli altri Paesi europei dove queste leggi già esistono, la famiglia tradizionale non ha subito contraccolpi di alcun tipo e tutto procede come prima, con una sola differenza: è stato posto rimedio a una grave ingiustizia e finalmente tutti i cittadini sono garantiti allo stesso modo”.

Il 15 settembre verrà svolta la toppa Bolsena-Viterbo di 32,4 chilometri. Nei giorni seguenti verranno toccate le località di Capranica, Campagnano di Roma, La Storta per arrivare, poi a Roma il 20 settembre. Qui, si incontrerà il ministro delle Pari Opportunità per chiedere una legge chiara una legge che tuteli le unioni di fatto (etero ed omo affettive) e che consenta alle coppie dello stesso sesso di potersi sposare civilmente.

Emanuela Dei


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