Roma – Riceviamo e pubblichiamo – Via libera oggi pomeriggio dal Consiglio regionale del Lazio alle modifiche alla legge sull’acqua pubblica che, come si ricorderà, era stata impugnata dal governo davanti alla Corte costituzionale in alcune sue parti riguardanti soprattutto la concorrenza, la tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, le grandi derivazioni e le tariffe.
Nella sostanza si è perseguita la legittimità costituzionale, limitando le lievissime incongruenze riscontrate dal governo sul testo della legge, in modo da renderla operativa nel più breve tempo possibile.
Si sono mantenuti inalterati i principi di una normativa varata all’unanimità lo scorso anno alla Pisana, dopo che 39 comuni e 40 mila cittadini avevano sottoscritto un referendum propositivo.
Un testo che, unico caso in Italia, a sua volta recepiva lo spirito della consultazione referendaria nazionale sull’acqua pubblica. E’ stato annunciato poi un altro passo in materia di acqua pubblica: la disciplina degli ambiti di bacino idrografico, così come previsto dall’articolo 5 della legge stessa.
Da ricordare, infine, che la legge di oggi è partita da un testo elaborato dalla giunta Zingaretti ed adottato ad agosto dalla commissione che presiedo, la sesta, all’interno della quale ci fu un dibattito franco e aperto, che si è ripetuto oggi in consiglio.
Enrico Panunzi
Consigliere regionale Pd e presidente Sesta commissione
