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“Depositi di olio d’oliva dei frantoi, il ministero chiarisca”

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Massimiliano Bernini

Massimiliano Bernini – parlamentare M5s

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – €œIl ministero dell’Interno chiarisca una volta per tutte quali siano le caratteristiche fisicochimiche dell’€™olio d’€™oliva legalmente riconosciute ai fini della valutazione del rischio incendio, come da dpr 15/2011.

€œIl Dpr sovra chiamato distingue le attività sottoposte ai controlli di prevenzione incendi nelle categorie A, B e C, in relazione alla dimensione dell’impresa, al settore di attività, alla esistenza di specifiche regole tecniche e alle esigenze di tutela della pubblica incolumità.

Purtroppo, nel decreto non è chiara in quale tipologia di attività rientrino i depositi di olio d’€™oliva dei frantoi, ai fini della valutazione del livello di rischio.

Secondo una interpretazione dei V.V.F., questi dovrebbero far parte dei depositi e/o rivendite di liquidi infiammabili e/o combustibili e/o oli lubrificanti, diatermici, di qualsiasi derivazione.

Appurato che l’€™olio d’€™oliva non è un liquido infiammabile, secondo la classificazione vigente, tantomeno lubrificante o diatermico, resta da capire se la sua combustibilità possa essere paragonata a quella di altre sostanze ad esempio di origine fossile.

Se così non fosse, probabilmente andrebbero adottate misure di prevenzione e protezione dagli incendi, diverse rispetto a quelle degli altri depositi di materiali combustibili oppure dovrebbero essere individuate specifiche regole tecniche che tengano conto del loro peculiare rischio antincendio degli impianti di stoccaggio degli oli di origine vegetale.

Urge una precisazione, anche perché con la legge n.11 del 27 febbraio 2015, Milleproroghe, per i nuovi soggetti obbligati ad ottemperare alla normativa antincendio, è prevista una proroga, con presentazione del progetto di valutazione antincendio ai vigili del fuoco entro il 1 novembre 2015 e presentazione della scia entro il 6 ottobre 2016.

Non vorremmo che i proprietari dei frantoi oleari dovessero approntare nell’incertezza, interventi sovradimensionati e costosi, rispetto al reale livello di rischio incendio determinato dallo stoccaggio di olio d’€™oliva.

Massimiliano Bernini
Portavoce Movimento 5 Stelle


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