Viterbo – “Trovate il coraggio di parlare”. Un vero e proprio appello agli ex terroristi del presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Moro, Giuseppe Fioroni.
“Sappiamo che oltre alla verità giudiziaria c’è qualcosa di più”, ha scritto in una lettera a Famiglia cristiana Fioroni, rivolgendosi agli ex terroristi impegnati nella riconciliazione con i familiari delle vittime.
“Trovate il coraggio di parlare – ha affermato in sintesi Fioroni -. Così il perdono e la condivisione saranno profondi e completi, così uscirete voi dal tunnel dei rimorsi e del dolore, così il paese troverà la forza e la serenità per guardare avanti”.
Una lettera/appello complessa e circostanziata quella di Fioroni.
“Trovare il coraggio di parlare e di illuminare ciò che è oscuro, non c’è in noi sentimento di vendetta o ricerca di punizione ma solo l’amore di verità – scrive nella lettera a Famiglia cristiana Fioroni -. Il cammino di dialogo e perdono intrapreso da ex terroristi e familiari delle vittime sta andando avanti ed è una esperienza bellissima non solo per chi la guarda con l’animo del credente.
E’ una vera gioia sapere che è possibile mettere da parte il rancore, cioè rinascere. Proprio per questo sento il bisogno e il dovere di intervenire chiedendo che quel percorso sia illuminato da nuove parole di verità.
La nostra commissione indaga da circa un anno sul sequestro e la morte di Aldo Moro e degli uomini della sua scorta: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Francesco Zizzi, Giulio Rivera e Raffaele Iozzino.
Lavorando ogni giorno sappiamo che oltre la verità giudiziaria c’è qualcosa di più: di fatto un vuoto che potrebbe essere colmato solo da chi ha vissuto quei momenti. Ci stiamo concentrando su questo fine, senza inseguire complotti o dietrologie, ma colmando le zone d’ ombra, tangibili ed indiscusse nelle nostre ricostruzioni.
Per questo mi rivolgo a quei lontani protagonisti, ex terroristi oggi impegnati nella riconciliazione e gli dico: parlate. Così il perdono e la condivisioni saranno profondi e completi, così uscirete voi dal tunnel dei rimorsi e del dolore, così il paese troverà la forza e la serenità per guardare avanti”.
L’appello è stato condiviso dal presidente del Senato Pietro Grasso e dalla presidente della camera Laura Boldrini.
“Ho letto con molta attenzione l’appello che il presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul rapimento e sulla morte di Aldo Moro, Giuseppe Fioroni. Sono parole che condivido pienamente”. Ha affermato il presidente del senato, Pietro Grasso.
“Guardo anch’io con profondo rispetto – ha proseguito il presidente del senato – al dialogo tra familiari delle vittime ed ex terroristi e mi aspetto che da esso giunga un contributo determinante alla ricerca della verità. Il pentimento deve essere ‘attivo’. Non può limitarsi ad un intimo cammino di ravvedimento morale, per quanto importante e degno di rispetto, deve necessariamente essere affiancato da contributi concreti per sanare le ferite inferte alle vittime e alla società. Ci sono molti eventi nella storia della nostra Repubblica che attendono di essere compresi in tutti i loro aspetti. Per questo occorre l’aiuto di una più approfondita conoscenza dei fatti che può arrivare solo da coloro che ne furono artefici”.
“E’ un discorso che non riguarda solo il fenomeno del terrorismo – ha concluso Grasso -. Credo anziché un appello analogo debba essere rivolto a coloro che, provenienti dalla criminalità organizzata, ad esempio, o a conoscenza di particolari su fatti criminali di qualsiasi natura che debbano ancora essere chiariti, hanno intrapreso un cammino di pentimento e dialogo, dal quale può giungere un apporto fondamentale all’affermazione della verità, della legalità e della convivenza civile”.
Sulla stessa lunghezza d’onda la presidente della camera, Laura Boldrini che ha dichiarato: “Il nostro paese ha ancora bisogno di verità. Le pagine più sanguinose della recente storia italiana aspettano in troppi casi di essere illuminate a pieno. Perciò mi auguro che venga accolto l’appello che Giuseppe Fioroni rivolge agli ex terroristi”.
