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A fuoco la casa di Trifan

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Alexandru Petrica Trifan

Alexandru Petrica Trifan 

Viterbo – Si è ritrovato con la casa inagibile da un momento all’altro e ha dovuto lasciare l’alloggio dove stava scontando i domiciliari.

Brutta avventura per Alexandru Petrica Trifan, il 23enne romeno arrestato per la rapina degenerata in omicidio in casa del professore 82enne Ausonio Zappa.

Trifan è ai domiciliari dall’anno scorso. Ieri mattina la sua canna fumaria ha preso fuoco: un incendio di vaste proporzioni, al punto che i vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile l’intero appartamento.

Lui e la fidanzata in dolce attesa hanno dovuto lasciare casa, dopo l’istanza presentata dal suo avvocato Marco Russo alla Corte d’Assise d’appello di Roma.

Nel frattempo, Trifan è in attesa dell’udienza in Cassazione per l’omicidio del professore, la notte del 28 marzo 2012 a Bagnaia, nella villa di Zappa in Strada Romana. Trifan faceva da palo insieme all’amico Daniel Oprea; dentro la villetta, per tentare un furto, entrarono solo Il 19enne Cosmin Oprea, il più giovane della batteria e Adrian Nicusor Saracil, di poco più grande. Pestarono a sangue il professore che li aveva sorpresi in casa, lasciandolo in fin di vita sul pavimento. Morì dopo dieci giorni di agonia.

Dopo la condanna di Trifan a sedici anni in primo grado, convertita in dieci anni in appello, la Suprema Corte dovrà valutare il ricorso della procura generale, incentrato sulla mancata contestazione della recidiva che aveva comportato consistenti sconti di pena in appello (dall’ergastolo a vent’anni per gli esecutori materiali del delitto, Adrian Nicusor Saracil e Cosmin Oprea; da sedici e dodici anni a dieci e otto anni per i pali Trifan e Daniel Oprea).

In realtà, la Corte Costituzionale ha stabilito che non c’è nessun obbligo di contestare la recidiva, nemmeno in caso di omicidio. Si attende l’udienza.


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