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La mitica Grotte Scalina svelata…

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Anno degli Etruschi - Grotte Scalina

Anno degli Etruschi – Grotte Scalina

Anno degli Etruschi - Grotte Scalina - Antonello Ricci

Anno degli Etruschi – Grotte Scalina – Antonello Ricci

Anno degli Etruschi - Grotte Scalina

Anno degli Etruschi – Grotte Scalina

Anno degli Etruschi - Grotte Scalina - La banda del racconto

Anno degli Etruschi – Grotte Scalina – La banda del racconto

Anno degli Etruschi - Grotte Scalina - Edwige Lovergne

Anno degli Etruschi – Grotte Scalina – Edwige Lovergne

Anno degli Etruschi - Grotte Scalina

Anno degli Etruschi – Grotte Scalina

Anno degli Etruschi - Grotte Scalina - I proprietari dell'azienda agricola Pepponi

Anno degli Etruschi – Grotte Scalina – I proprietari dell’azienda agricola Pepponi

Viterbo – (r.s.) – Un viaggio alla scoperta della tomba rupestre più grande al mondo. Grotte Scalina si rivela (fotogallery – slide).

Imponente, alta e maestosa si innalza tra i boschi di un’incantevole campagna tra Viterbo e Tuscania. E’ Grotte Scalina, la più grande tomba rupestre etrusca mai scoperta.

Ieri mattina nuova passeggiata-racconto con Antonello Ricci. Ottava tappa di un viaggio alla scoperta dei tesori più o meno conosciuti della Tuscia. Un evento unico per ammirare un tesoro che non è facile vedere. E in tanti non hanno voluto perdere l’occasione.

Nonostante fosse stato scoperto più di cento anni fa, Grotte Scalina è un sito ancora poco noto. Nascosto tra gli alberi secolari del bosco dell’azienda agricola Pepponi, è sapientemente custodito dalla signora Maria Gatti e dal signor Enzo Pepponi.

Partiti da un ulivo, gli attori della Banda del racconto hanno accompagnato il pubblico tra campi coltivati, sentieri sconnessi e passaggi fangosi. Guidati da Antonello Ricci hanno cantato e narrato la storia di questo sito, alternandola ai versi di cantori locali e grandi poeti come D’Annunzio.

Insieme ai veterani Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti, anche Laura Della Mora e Sara Forliti che hanno curato i testi recitati sulle musiche en plein air di Roberto Pecci. Ospite d’onore Edwige Lovergne archeologa parigina, direttrice degli scavi di Grotte Scalina.

Sono stati proprio i francesi a scoprire e a riportare alla luce questo sito, sconosciuto ai viterbesi. Scolpito interamente nel tufo, tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, veniva usato come monumento funerario dagli etruschi, per poi essere trasformato in luogo di culto e di preghiera nell’età cristiana.

Grotte Scalina è rimasta nell’oblio fino al 1998 quando venne rinvenuta durante una campagna di scavi nel vicino sito etrusco di Musarna. Gli archeologi si trovarono davanti una facciata monumentale, alta ben dodici metri e larga quattordici. Grotte Scalina è così diventata la tomba etrusca rupestre più grande al mondo.

Si sviluppa su tre livelli, collegati da due scalinate. Al piano inferiore, il dromos. Lungo più di quindici metri e profondo sei, porta a una rozza camera funeraria. Ai lati del corridoio, due imponenti colonne dal diametro di due metri. Di queste però se ne possono ammirare solo le basi.

Una mattinata stupenda baciata anche dal sole, dopo le piogge di sabato scorso. Due ore scivolate in due minuti con il pubblico che apprezza, chiede e commenta e si lascia con una speranza: quella che in futuro Grotte Scalina possa diventare un sito permanentemente aperto.


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