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In questi anni di primo Terzo millennio tanti viterbesi vip

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Montalto di Castro - Alice Sabatini e il sindaco Sergio Caci

Montalto di Castro – Alice Sabatini e il sindaco Sergio Caci 

Renzo Trappolini

Renzo Trappolini 

Viterbo – E ora anche Miss Italia è viterbese. E’ l’en plein. Mai come in questi anni di primo Terzo millennio ci sono viterbesi vip.

Alice Sabatini da Montalto di Castro è la più bella d’Italia e l’amarcord bellico della bisnonna ha spopolato nei pomeriggi televisivi senili e nel web dei giovani. Chapeau e legioni di fans!

Marco Mengoni, viterbese di Ronciglione, ha vinto Sanremo, è al primo posto in competizioni continentali, innova composizione e marketing musicali. Perfino i vescovi educano i giovani cantando le sue canzoni.

Siamo orgogliosi. Mai così vip anche in quell’altro spettacolo che è la politica dove, scriveva uno studioso, l’aspetto è quello del circo e la sostanza la lotta cinica e cruda.

Per esempio, alla Regione Lazio due capigruppo, uno di maggioranza Valentini del Pd ed uno di minoranza Sabatini di Ncd, sono eletti qui da noi e Zingaretti dovrebbe ascoltarli almeno per farci uscire dall’isolamento, come i conterranei seguitano a definire il peso (e anche i trasporti) del nostro territorio.

Non bastasse, a Roma due viterbesi sono in parlamento, che come loro non ne abbiamo mai avuti. Sono di lungo corso e resistente pelo, sia rispetto ai giovani colleghi di prima nomina, sia nella politica nazionale.

In temi di banche e finanza, di grand commis dell’industria statale, di soldi ai partiti (tutti meno i 5 Stelle) si sa che non si può prescindere dal pensiero ruvidamente contundente del senatore Ugo Sposetti: per tutti è lo “storico tesoriere” e storico è aggettivo che incute rispetto.

Ugo Sposetti è viterbese a tutti gli effetti come Giuseppe Fioroni, Peppe settentrionalizzato Beppe, che a Viterbo c’è pure nato.

Quando si parla di ex dc, ex popolari, di “ cattolici in politica “ viene subito in mente lui e, seppure con papa Francesco, la categoria rischia un pò di penitenza catacombale, in parlamento il deputato viterbese è stata la chiave per aprire le porte del Quirinale al correligionario Sergio Mattarella da lui indicato a candidato presidenziale vincente.

Grande Tuscia, quindi.

Altro che i tempi modesti in cui c’erano Attilio Jozzelli, Sergio Pollastrelli ed Onio Della Porta in parlamento, Oreste Massolo, Nando Gigli e Franco Bruni in Regione.

In quel tempo fu fatta l’Università, spostato l’ospedale a Belcolle, ideata ed iniziata la Trasversale che non si riesce a finire. Non c’era Caffeina, ma oggi che c’è, rischia grosso.

Riconsoliamoci perciò col resto. Almeno chi se la sente.

Renzo Trappolini

 


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