Viterbo – “Quando parliamo di sicurezza in agricoltura, parliamo soprattutto e innanzitutto di vite umane. Agricoltura non deve significare essere esposti a rischi, ma governo della sicurezza. Agricoltura vuol dire infatti laboratorio di diritti. Un laboratorio che tutti siamo chiamati a rafforzare”.
A dichiararlo è Riccardo Valentini, capogruppo del Partito democratico al Consiglio regionale del Lazio, intervenuto al convegno “Innovazione e sicurezza in agricoltura: novità e sviluppi” che si è svolto con il patrocinio della Regione Lazio presso l’Incubatore ICult di Viterbo.
Ad organizzarlo il Centro per gli studi criminologici di Viterbo, Ergolab – Unitus e Spin off accademico Sea Tuscia Srl. Assieme a Riccardo Valentini, sono intervenuti Fabrizio Pini (Presidente Cia Viterbo), Ermanno Mazzetti (direttore Coldiretti Viterbo), Rita Giorgi (Direttore scientifico del Centro per gli studi criminologici), Giulio Curti (responsabile dell’incubatore ICult Viterbo di BicLazio), Filippo Cossio (PhD student, Dipartimento Dafne‐Unitus), Pietro Gallo (Ph.D. ‐ Ente di ricerca Crea‐Ing), Graziano Lori (Coordinatore Dipartimento Criminologia del Centro per gli Studi Criminologici), Simone Riccioni (Ph.D ‐ Consulente per la sicurezza sul lavoro) e Roberto Bedini (Ph.D ‐ SEA Tuscia S.r.l. Spin off CEO accademico). Ha moderato l’incontro la giornalista Roberta de Vito.
“Nel 2014 – ha detto Rita Giorgi – in Italia i morti in agricoltura sono stati 189. I feriti gravi 238. Sui 189 infortuni mortali, 121 sono avvenuti con il trattore. Un mezzo che ha portato inoltre a 118 feriti gravi sui 238 complessivi. Il maggior numero di decessi è stato rilevato dall’INAIL in Emilia Romagna con 25 vittime, seguita dalla Toscana (22), dal Veneto (20) e il Trentino Alto Adige (20). In Lombardia, invece, il numero più elevato di infortuni gravi (35), seguita dall’Emilia Romagna (30), dall’Abruzzo (29) e dal Veneto (26)”.
Gli interventi nel corso del convegno hanno riguardato “La conformità in azienda. Aspetti monitorati degli organi di controllo”, “La tutela ambientale e la Sicurezza: trattamenti e fitofarmaci”, “Crimini ambientali e tutela della sicurezza: prevenzione ed il contrasto”, “La legislazione sulla Sicurezza: l’obbligo della formazione”, “Sicurezza e innovazione: l’importanza della for‐mazione nell’utilizzo delle macchine agricole”.
“Per assicurare condizioni di lavoro ottimali a tutela del lavoratore agricolo e dell’ambiente – ha sottolineato il presidente del centro per gli Studi criminologici, Marcello Cevoli – intervengono diverse azioni che il decisore pubblico può attuare. Innanzitutto, attraverso un quadro normativo in grado di garantire le migliori condizioni di sicurezza negli ambienti di vita e di lavoro. In secondo luogo, attraverso specifici fondi comunitari destinati a incentivare la ricerca scientifica. Infine, attraverso azioni mirate di sensibilizzazione volte a considerare la sicurezza un aspetto essenziale della vita quotidiana”.
“Le nuove tecnologie – ha concluso infine Riccardo Valentini – sono in grado di assicurare condizioni di lavoro adeguate, e al tempo stesso incidono positivamente sui costi di gestione aziendale grazie a strumentazioni innovative mirate al risparmio delle risorse, assumendo un carattere sempre più preponderante riguardo alla produttività e all’economia del settore primario. La partnership tra mondo della ricerca e mondo dell’impresa in tale ambito è di rilevanza strategica per massimizzare tali risultati”.





