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“Paese fermo da troppo tempo”

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Celleno - Il Comune

Celleno – Il Comune

Celleno – Riceviamo e pubblichiamo – “Celleno immobile, sulla Teverina stava. Non accade nulla e il tempo passava”. Si può dirlo in rima o come volete, ma la realtà è questa e ci si può scherzare su fino a un certo punto: il paese è fermo. In ogni settore.

Spesso non è fermo bensì proprio abbandonato: solo per citare due esempi velocissimi, la pista ciclabile e Celleno Vecchio, soprattutto all’interno della rocca castellana. L’immobilismo totale, a un anno e mezzo dalle elezioni. Nulla è stato fatto. Vorremmo fare opposizione – sarebbe sintomo di vita – ma, sinceramente, non c’è nulla a cui farlo a livello di gestione amministrativa di Celleno; solo a una cosa abbiamo fatto, facciamo e continueremo a fare ferrea opposizione: all’immobilismo, appunto.

Ancora presto per mettere in pratica grandi progetti? Vedremo, in ogni caso, qui non si parla di grandi o piccoli progetti, eccetto poche iniziative messe in pratica soprattutto per il diletto del paese (Panem et Circenses…?) – almeno quelle per fortuna – ma di immobilismo, di assenza, di lontananza.

Nessuno chiede miracoli. Tutti sappiamo in quale situazione versi lo stato centrale, quasi sempre assente nell’aiutare le comunità locali, soprattutto i piccoli comuni. Ormai la filastrocca che viene ripetuta a chiunque proponga, cerchi di sbloccare la situazione di totale apatia in cui il paese versa, a chiunque voglia cercare di far capire che così non va per davvero, è sempre quella: non ci sono i soldi. Mai, per nulla.

Ma allora, signori, che cosa stiamo facendo? Dov’è la responsabilità di chi amministra? Com’era la rima: “non accade nulla e il tempo passava”, ecco, appunto. Il tempo passava. Se dunque dobbiamo aspettare che il tempo passi nell’anonimato, che scada la legislatura del governo Bianchi, senza infamia e senza lode, purché si abbia vinto le elezioni. Bello, vero? E allora, se così deve essere, che stiamo a fare qui? Andiamocene tutti a casa, meglio…

Abbiamo posto di recente – dopo una lunghissima serie di stimolazioni – all’amministrazione Bianchi, otto semplici domande di carattere amministrativo, di base per la gestione del paese, niente di impossibile.

Dall’illuminazione pubblica assente in alcune zone, alle strategie di rilancio del centro storico; dal traffico nel caos, al cimitero trascurato, a quali opere micro e macro siano state realizzate finora, e via discorrendo. Otto semplici domande che sono state affisse sulla nostra bacheca per giorni, a cui non è arrivata risposta, come in altri casi.

Nessuno si nasconda dietro al fatto che non abbiamo protocollato quel documento, perché quando lo abbiamo fatto regolarmente, speranzosi in una risposta scritta, verbale, tramite un piccione viaggiatore, non è arrivato nulla, non sempre ma spesso.

Amministrativamente, limitarsi a essere reggente al trono può essere nocivo soprattutto nel 2015, soprattutto in tempi di crisi, soprattutto con l’assenza dello Stato alle spalle, soprattutto prossimi alla partenze dell’unione dei comuni della Teverina.

Gruppo di minoranza consiliare “Cambia Celleno”


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