Viterbo – (g.f.) – La mozione di sfiducia presentata al sindaco Leonardo Michelini dall’opposizione, un primo risultato l’ha ottenuto. Ricompattare il Partito democratico a Viterbo. Sul serio o solo di facciata.
Probabilmente la seconda, ma ai fini politici poco cambia. Ieri sera il gruppo consigliare, quello dell’unione comunale, insieme a diversi assessori si sono visti alla sede del partito per dare una prima risposta. Quasi scontata.
Il Pd respinge compatto la mozione di sfiducia. Voterà no. Il minimo che ci si potesse aspettare.
Lo hanno deciso, seduti eccezionalmente allo stesso tavolo, tanto Stefano Calcagnini, segretario dell’unione quanto Francesco Serra, capogruppo in comune. Tutte le anime rappresentate.
C’era pure il segretario provinciale Andrea Egidi, gli assessori Delli Iaconi e Ciambella e ovviamente diversi consiglieri comunali. Si è rivisto anche Arduino Troili.
No alla sfiducia, ma il Pd vuole anche impegnare il sindaco per questa seconda parte di mandato.
Chiederà attraverso un documento di darsi da fare su almeno quattro o cinque punti che possano caratterizzare un’amministrazione comunale che finora ha stentato.
Tutti uniti e compatti. Non si poteva fare diversamente. L’alternativa era tutti a casa.
Sul reale clima all’interno del principale partito che appoggia Michelini, qualche dubbio rimane.
Non si è discusso, ma pure in questo caso era scontato, perché poco c’entrava con la mozione di sfiducia, il documento inviato da Francesco Serra e la sua intenzione di chiedere ai colleghi di valutare un suo passo indietro, dimettendosi dall’incarico.
Se ne riparla più avanti.
