Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo una nota di Cgil, Cisl e Uil al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, al sindaco di Viterbo Leonardo Michelini e al presidente della Provincia di Viterbo Mauro Mazzola sul consorzio delle biblioteche.
Le scriventi organizzazioni sindacali tornano a manifestare le loro preoccupazioni sul futuro del consorzio biblioteche di Viterbo e del personale che vi lavora.
Le leggi di riforma delle Province, com’è noto, hanno comportato un pesante taglio al bilancio del consorzio, la Provincia di Viterbo, che contribuiva per il cinquanta per cento nella gestione delle due biblioteche, ha interrotto l’erogazione dei fondi.
Siamo perfettamente consapevoli delle difficoltà che ciò comporta, tuttavia, vogliamo ribadire che il servizio fornito dalle biblioteche è una funzione pubblica dei comuni fondamentale per lo sviluppo sociale e culturale di una città, che una politica attenta e lungimirante dovrebbe sostenere e incrementare.
Le conseguenze di questi tagli cominciano a farsi sentire anche sulla qualità del servizio. La sede storica di palazzo Santoro, a piazza Giuseppe Verdi, versa praticamente in stato di abbandono, è frequente la presenza di cartelli che indicano la chiusura pomeridiana, i locali da anni necessitano di ristrutturazione, i bagni sono a dir poco inaccessibili, molti libri di notevole interesse storico sono praticamente inutilizzabili perchè sommersi da polvere, nella sala di lettura non vi sono reti Wifi per la connessione Internet.
Nell’incontro tenutosi il 20 aprile scorso nella sede del Comune di Viterbo, alla presenza di tutto il personale del Consorzio il sindaco, al fine di trovare una soluzione alla problematica, si era preso l’impegno di concordare una riunione con l’assessore alla cultura della Regione Lazio.
Sono trascorsi oltre cinque mesi, ma ad oggi nulla si è saputo su questa iniziativa.
Vogliamo, pertanto, rappresentare ancora con più forza, all’attenzione delle autorità in indirizzo e all’opinione pubblica, la necessità di arrivare al più presto a una soluzione nell’interesse dei lavoratori e dei cittadini, una città come Viterbo non può e non deve privarsi di un patrimonio così importante né consentire che il servizio sia fatto scadere.
Cinzia Vincenti – CGIL FP
Renato Trapè – CISL FP
Lucio Corbucci – UIL FPL
