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Viterbo – Nel 1973 Pasolini elaborò un cortometraggio La forma della città, dove si descriveva, tra l’altro la forma della città di Orte, e fu trasmesso in Tv il 7 febbraio 1975. Lo studioso Gianfranco Contini, in occasione di un convegno fiorentino del 1980, commenta: “… con questo cortometraggio denunciò gli oltraggi edilizi inflitti a questo luogo della Teverina un tempo frugalmente ma nobilmente compatto nella sua pensilità rupestre: un campione dunque dell’ideale bellezza italiana secondo Pasolini, povero, genuino, assoluto, ai limiti del deserto e dell’arsione vulcanica. Mi dicono che questo canone valga anche per il castello che Pasolini si era scelto nella non lontana regione di Viterbo [il Castello di Chia]”. Nel filmato Pasolini afferma: “Io ho scelto una città, la città di Orte […], ho scelto come tema la forma di una città, il profilo di una città. […] Io ho scelto un’inquadratura che prima faceva vedere soltanto la città di Orte nella sua perfezione stilistica, cioè come forma perfetta, assoluta, ed è più o meno l’inquadratura così; basta che io muova questo affare qui, nella macchina da presa, ed ecco che la forma della città, il profilo della città, la massa architettonica della città, è incrinata, è rovinata, è deturpata da qualcosa di estraneo, che è quella casa che si vede là a sinistra. La vedi?”. Poco più avanti, camminando su un “selciato sconnesso e antico” presso Orte, Pasolini aggiunse questa considerazione: “… è un’umile cosa, non si può nemmeno confrontare con certe opere d’arte, d’autore, stupende, della tradizione italiana. Eppure io penso che questa stradina da niente, così umile, sia da difendere con lo stesso accanimento, con la stessa buona volontà, con lo stesso rigore, con cui si difende l’opera d’arte di un grande autore. […] Nessuno si batterebbe con rigore, con rabbia, per difendere questa cosa e io ho scelto invece proprio di difendere questo. […] Voglio difendere qualcosa che non è sanzionato, che non è codificato, che nessuno difende, che è opera, diciamo così, del popolo, di un’intera storia, dell’intera storia del popolo di una città, di un’infinità di uomini senza nome che però hanno lavorato all’interno di un’epoca che poi ha prodotto i frutti più estremi e più assoluti nelle opere d’arte e d’autore. […] Con chiunque tu parli, è immediatamente d’accordo con te nel dover difendere […] un monumento, una chiesa, la facciata della chiesa, un campanile, un ponte, un rudere il cui valore storico è ormai assodato ma nessuno si rende conto che quello che va difeso è proprio […] questo passato anonimo, questo passato senza nome, questo passato popolare”. In un’intervista a Gideon Bachmann, Pasolini, attribuendosi la paternità de La forma della città, afferma: “… ho fatto un’inquadratura in cui, zoomando leggermente indietro dalla perfetta forma di Orte, si è scoperto questo gruppo di immondi grattacieli popolari che hanno costruito lì vicino. La gente di Orte è molto sensibile a questo problema, era indignata mentre li costruivano ma sai, sono quegli intrallazzi italiani ad un certo livello per cui la gente non è potuta intervenire”. Per commemorare i quarant’anni dalla morte di Pier Paolo Pasolini (1975 – 2015), tra i più grandi intellettuali italiani del Novecento, l’Associazione culturale Take Off ha organizzato, tra l’altro, una passeggiata – racconto a Tuscania, domenica 1 novembre alle ore 8, per ricordare il grande poeta sulle scene del film Uccellaci e Uccellini. Letture dei testi a cura di Lorena Paris. Tusciaweb sosterrà l’iniziativa per ricordare il poeta, il regista e lo scrittore Pasolini, a quarantanni dalla sua morte, e invita i sindaci e le istituzioni a dedicare spazi pubblici, una via o altro luogo, al grande intellettuale. Chiunque avesse notizie, foto o fatti da ricordare, può renderle pubbliche tramite il nostro giornale. Questo anche in vista del 2016 anno che per Tusciaweb sarà l’Anno di Viterbo città del mare – La Tuscia terra di Orson Welles, Pasolini, Fellini. Info: 3382129568 – Annarita Properzi 3334912669 – Paolo Zuccarino 3476563294. Silvio Cappelli
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