Viterbo – Quanti ruderi.
Nel giro di tre anni sono aumentati in modo esponenziale gli edifici classificati come F2. Ruderi, appunto.
Effetto dell’inasprimento della tassazione sulla casa. I proprietari di fabbricati abbandonati o non in buone condizioni che in passato pagavano cifre irrisorie, col passaggio da Ici a Imu si sono visti presentare un conto piuttosto salato.
Quindi, la corsa a modificare al catasto la categoria. Dal 2001 al 2014 gli F2, che non avendo rendita catastale non pagano Imu e Tasi, si sono moltiplicati, stando all’inchiesta del Sole 24 Ore . La Tuscia non fa eccezione.
In tre anni i ruderi sono aumentati del 33 per cento. Sono 3.593, ovvero 9,4 ogni mille unità abitative.
La Tuscia è terza nel Lazio per incremento. La provincia dove c’è stato un repentino deperimento nello stato dei fabbricati è Roma, + 66,8 per cento, pari allo 0,8 per cento ogni mille abitazioni, seppure il numero complessivo dei fabbricati degradati sia inferiore a quello della Tuscia: 3.340.
Subito dopo c’è Latina, con un aumento del 37,4 per cento (3.036 ruderi), poi Viterbo e quindi Rieti con un + 28,7 per cento (3.569 ruderi).
Chiude Frosinone, dove seppure l’incremento sia ridotto rispetto al resto del Lazio (17,3%), il numero di ruderi è consistente.
Ce ne sono 28.252, pari al 69,4 ogni mille unità.
In pratica è la provincia col maggior numero d’edifici malridotti, la capitale italiana, a fronte di una media nazionale del 56,3 per cento d’incremento e sette ruderi ogni mille unità abitative.
Di edifici malmessi in tutto il territorio ne sono stati registrati 434.637.
