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“Senza quelle macchine come faccio? E’ la fine”

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Angelo Anselmi

Angelo Anselmi 

Angelo Anselmi

Angelo Anselmi 

Bagnaia - Carabinieri e addetti all'interno dell'azienda di Angelo Anselmi

Bagnaia – Carabinieri e addetti all’interno dell’azienda di Angelo Anselmi 

Bagnaia - Carabinieri e addetti all'interno dell'azienda di Angelo Anselmi

Bagnaia – Carabinieri e addetti all’interno dell’azienda di Angelo Anselmi 

Angelo Anselmi

Angelo Anselmi 

Bagnaia - Angelo Anselmi con Roberto Catasca

Bagnaia – Angelo Anselmi con Roberto Catasca 

Bagnaia - I carabinieri e il padre parlano con Angelo Anselmi

Bagnaia – I carabinieri e il padre parlano con Angelo Anselmi 

Angelo Anselmi

Angelo Anselmi 

Viterbo – “Se domani mi arriva un lavoro, senza quelle macchine come faccio? E’ finita”.

Gli hanno portato via due autoarticolati, era in arretrato con il pagamento delle rate per il leasing (video  –  fotocronaca  –  slide).

Angelo Anselmi ha lottato, ha chiesto aiuto, ma alla alla fine ha dovuto alzare bandiera bianca.

L’altro giorno nella sua impresa sono state ore drammatiche. Voleva impedire che gli levassero i due mezzi perché secondo lui è un’ingiustizia.

Lui che vanta crediti che non riesce a riscuotere. In un momento della sua vita molto difficile. “La mia azienda ha tanti problemi, ho perso la figlia di recente”.

Le difficoltà iniziano due anni fa.

“Nel 2013 ho preso un lavoro a Tuscania, impiegando una quindicina di persone. In 3 o 4 mesi è stato fatto un lavoro da un milione e 200mila euro.

Quando siamo andati a chiedere i soldi non mi hanno più pagato. Mi hanno messo a zero, da lì sono cominciati i problemi”.

E le difficoltà nel mantenere fede agli impegni economici.

“Avevo il leasing di due bilici. Pagavo. A un certo punto mi sono dovuto fermare perché i soldi li avevo finiti, investendoli tutti sul lavoro”.

E’ successo un primo intoppo. “Mi hanno sequestrato una prima volta le macchine. Me le hanno portate via, in un deposito qui a Viterbo”.

E’ riuscito, seppure con difficoltà a sistemare la situazione. “Ho pagato 35mila euro e i mezzi me li hanno ridati. Ho continuato a pagare finché ce l’ho fatta. Poi i soldi sono finiti.

Perché le cause da una parte vanno avanti e c’è chi come questi ottengono tutto in poco tempo, mentre a me servono anni.

Mi devono dare i soldi, io vanto crediti, ma in questo momento non avendo contanti ho dovuto sospendere il pagamento delle rate”.

Ha provato a trattare. “Ho detto loro di mettermi in conto gli interessi. Appena avessi avuto i soldi, avrei saldato.

Invece la società di leasing non ha voluto sapere storie. Avranno detto, è già successo, Anselmi i soldi non ce li dà più. Basta.

Invece io ho presentato un concordato in tribunale per il cento per cento delle somme dovute. Ho intenzione di pagare tutto. Perché non dovrei?

Appena mi rimetto in sesto pago i soldi”.

Avrebbe potuto prendere scorciatoie, ma non l’ha fatto.

“Potevo proporre un concordato con tutti i fornitori all’epoca, stralciando i crediti che loro vantavano nei miei confronti, riducendo gli importi. Non l’ho fatto.

Con i fornitori di cui mi servo da quarant’anni. Non me la sono sentita. Anche io ho lavorato e pretendo tutti i soldi che mi spettano. Tra l’altro non ho ricevuto nessuna contestazione”.

Ora tutto si fa complicato. “Se non incasso come faccio? Sono arrivato al limite. A fine mese non riusciamo più nemmeno a mangiare. Pure le banche hanno chiuso i rubinetti.

La mia azienda fatturava tre milioni di euro l’anno”.

Giuseppe Ferlicca


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