Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – In relazione al dibattito nato tra l’assessora Ciambella e il consigliere di opposizione Buzzi, vorrei intervenire non perché il consigliere abbia bisogno di un difensore, ma, perché l’assessora come sempre intende deviare il discorso dove ha maggiore convenienza e cioè sulle capacità altrui, nascondendo le proprie debolezze.
Il fatto non è la capacità di acquisire un buon prodotto che viene commercializzato dal privato, ma come viene acquisito e cioè con un metodo di ipocrisia amministrativa che tende a trovare una strada tortuosa trascurando la strada maestra. Sulla vicenda Expo c’è stato molto da dire anzi da ridire, perché tutti gli incarichi dati, potevano essere assegnati direttamente senza usare la procedura di evidenza pubblica, ma nel momento che si sceglie la strada della trasparenza, allora si deve andare fino in fondo, con un tempo congruo per la risposta senza strozzare la capacità dei concorrenti e senza lasciare ombre sugli avvisi e facendo prendere inutili responsabilità ai dirigenti dell’amministrazione.
Ha ragione Buzzi, quando dice che se per l’approvazione della delibera di programma si era nelle condizioni di una probabile incompatibilità allora i membri di giunta in quella situazione si dovevano astenere dalla presenza. Ha ragione Buzzi a fare delle domande al sindaco e all’amministrazione, perché svolge il compito assegnato dalla Costituzione e dai cittadini.
Noi non rosichiamo su nulla del vostro operato, perché purtroppo il risultato è talmente deprimente che non lascia questo sentimento. Infine, guardi che i primi che hanno potuto apprezzare le qualità di Historia, siamo stati noi in tempi non sospetti, quando l’allora assessore alla cultura della provincia Santucci intese valorizzare la produzione delle attività dell’associazione, quindi quelle sciocchezze che lei esprime sui sentimenti che animano i consiglieri di minoranza come ho già affermato sono soltanto sciocchezze che troppe volte abbiamo ascoltato.
Oltre oltraggiare chi si oppone alla sua scuola di pensiero e infangare l’avversario con tutti i mezzi a lei a disposizione, altro per questa città non avete fatto. E non mi dica ancora del Cev, di Esattorie, di Tusciaexpo, perché purtroppo potremo iniziare un’altra dibattito sulla responsabilità che vede importanti enti governati dalla sua componente politica, perché sulle responsabilità ci sarebbe molto da ridire, ma questa è un’altra storia.
Giulio Marini
