Viterbo – Con la delibera 143 che impone pesanti restrizioni ai contributi per ospiti nelle Rsa il comune si è messo al riparo da problemi economici.
E’ scritto nelle premesse del documento stesso:“Per la salvaguardia degli equilibri di bilancio…”. Inizia così il deliberato.
Palazzo dei Priori al sicuro, famiglie nei guai, dovendo da un giorno all’altro tirare fuori l’intera somma. Sessanta euro al giorno, 1.800 euro al mese.
Mentre prima solo una piccola parte era a carico dell’ospite. L’80 per cento spettava alla regione, che però ha fatto mancare il contributo e il rimanente ai comuni.
Quello di Viterbo è corso ai ripari con la determina.
Una dettaglio però è sfuggito, leggendo il documento datato 29 aprile. E’ il riferimento a un regolamento che il comune doveva adottare.
Intanto la giunta varava il provvedimento restrittivo, poi il comune si sarebbe dotato del regolamento.
“Il consiglio comunale – si legge – con proprio successivo atto provvederà all’adozione di uno specifico regolamento in materia”.
Era fine aprile. Ma di quel regolamento, di competenza del consiglio comunale, nessuno ha sentito parlare.
“E’ previsto nella delibera – spiega Giulio Marini (FI) – ma non c’è mai stato. Se ne sono dimenticati.
Tutto quello che serviva per salvaguardare il bilancio lo hanno fatto, evidentemente il resto hanno ritenuto che non fosse utile, tra l’altro sempre nella delibera era specificato che si sarebbe cercato un confronto con le associazioni”.
Incontrando i cittadini l’altro giorno, il sindaco Leonardo Michelini ha spiegato come la delibera incriminata sarà rivista.
“Benissimo – incalza Marini – ma deve venire in consiglio comunale. E’ l’organo preposto a regolamentare. Non può decidere il sindaco da solo”.
Tutto parte dal taglio della regione (che in questi giorni sta parzialmente tornando sui suoi passi), ma palazzo dei Priori ci ha messo del suo.
Ingranare la retromarcia è possibile, anzi doveroso. Facendo attenzione alla manovra.
Giuseppe Ferlicca

