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Sabato Battaglia via da Mammagialla

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Sabato Louis Francesco Battaglia

Sabato Louis Francesco Battaglia

Federico Venzi

Federico Venzi

Omicidio del Riello - Il mazzo di fiori lasciati per Venzi, sul luogo del delitto

Omicidio del Riello – Il mazzo di fiori lasciati per Venzi, sul luogo del delitto

Il punto dove è stato ritrovato Federico Venzi

Il punto dove è stato ritrovato Federico Venzi

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione 

Viterbo – Sabato Battaglia via da Mammagialla.

Il 22enne arrestato il mese scorso per l’omicidio in strada, al quartiere Riello, è stato trasferito dal carcere Mammagialla a un’altra struttura. Nemmeno il suo avvocato Vito Castronuovo ha idea di dove sia, se si tratti di una caserma o di un altro penitenziario. 

Il provvedimento è scattato nel weekend, da quando, cioè, il ragazzo non è più isolamento. Una decisione dettata, forse, da motivi di sicurezza: Battaglia è figlio di un pentito di camorra, morto suicida anni fa.

Il ragazzo è finito in manette il 27 settembre con l’accusa di omicidio volontario. Ha ucciso il 43enne Federico Venzi, romano residente a Caprarola; piccoli precedenti alle spalle, ma anche su Battaglia grava un processo per una violenta aggressione fuori da una discoteca. In quell’occasione, una persona sarebbe finita al pronto soccorso con ferite dichiarate guaribili in un mese.

Venzi e Battaglia si sono incrociati all’alba del 27 settembre, verso le 4,45 nei pressi della rotatoria del Riello, all’altezza dell’uscita di via della Palazzina (lato Ipercoop). Secondo Lorella Colman, la studentessa universitaria 22enne fidanzata di Battaglia e indagata per favoreggiamento, Venzi si sarebbe avvicinato con un amico marocchino chiedendo se doveva chiamare i carabinieri: la ragazza era a terra e Battaglia era chino su di lei. Forse la vittima ha pensato a un’aggressione e offerto il suo aiuto, per quel poco che avrebbe potuto fare: sia Venzi che l’amico erano così ubriachi da non reggersi in piedi, dopo aver trascorso la serata in un locale non lontano dalla caserma dei carabinieri.

La coppietta si è allontanata a piedi. Ma quando Battaglia si è accorto che Venzi e l’amico li seguivano ha reagito picchiando duro. Il tutto da un’uscita all’altra della rotatoria del Riello, nel raggio di un massimo di cinquanta metri.

Venzi è stato soccorso da passanti, amici delle vittime dello schianto mortale sulla Tuscanese, avvenuto poche ore prima, che stavano andando in ospedale. Il 43enne è morto due ore dopo al pronto soccorso.

Un’indagine fulminea, quella dei carabinieri del colonnello Mauro Conte, coordinati dal pm Massimiliano Siddi. Per Battaglia, il fermo è scattato il giorno dopo l’omicidio, mentre in tre, tra la fidanzata e amici del 22enne, sono stati denunciati per favoreggiamento.

Ora si attendono l’udienza al tribunale del Riesame, davanti al quale Battaglia comparirà tra pochi giorni, e l’esito dell’autopsia sul corpo di Venzi, eseguita dal medico legale dell’università La Sapienza di Roma Maria Rosaria Aromatario. Autopsia decisiva. Perché se fosse smentito l’accanimento con più colpi violenti sferrati sul viso di Venzi e risultasse che la morte è dovuta al colpo dopo la caduta a terra, l’accusa potrebbe essere eventualmente alleggerita in omicidio preterintenzionale. 


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