Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Chiediamo all’ispettorato del lavoro di effettuare controlli sulla regolarità dei versamenti da parte delle aziende che operano nel settore edile, anche con accertamenti presso l’Inps.
Risulterebbe infatti che molte aziende invece di accantonare le otto ore lavorative effettive giornaliere, ne versino 4 o 5, segnale che qualcosa non quadra e non puo’ essere che ripetutamente ogni mese succeda la stessa cosa.
E’ necessario inoltre ribadire qualche concetto chiave affinché non vi siano dubbi. Il primo è che il lavoro nero non e’ frutto di crisi o del sistema, ma di una consuetudine che alcune aziende (fortunatamente poche) scelgono per eludere i pagamenti dovuti a tasse, previdenza e assistenza, da sempre perpetuato e forse dalla crisi accentuato.
Secondo: sui controlli, da sempre il sindacato ha pubblicato ed esercitato richieste di intervento, ma vuoi per l’enorme lavoro degli ispettori del lavoro, vuoi perche’ il numero di ispettori non e’ sufficiente a salvaguardare solo il settore edile, non sempre i controlli si portano a segno e in piu’ si devono fare in tutti i settori che oggi sono contagiati dal virus dell’illegalita’.
Terzo: chi ne fa le spese sono le aziende sane, quelle regolari nei pagamenti dovuti al fisco, alla Cassa edile, all’Inps ed all’Inail.
Infine, sulla concorrenza sleale tra imprese, basterebbe che le stazioni appaltanti sia pubbliche che i privati, adottino ‘tassativamente’ le regole imposte dalle leggi e dai contratti del settore e probabilmente le aziende ‘fuori regola’ sarebbero di per sé tagliate fuori dal mercato sano.
E’ vero che la burocrazia incatena e non scioglie, ed e’ vero che il sindacato si batte continuamente affinche’ tale burocrazia si snellisca a favore di un lavoro sano e regolare. Ci associamo infine all’appello dell’imprenditore di Montefiascone apparso recentemente sulla stampa, perche’ anche il sindacato dei lavoratori e’ in trincea contro la piaga del lavoro nero.
Sara’ nostra iniziativa intanto produrre una richiesta alla Cassa Edile, ente che rilascia il Durc (documento unico sulla regolarita’ contributiva), a non rilasciare posizioni positive a quelle aziende che metodicamente accantonano le ore lavorate presso l’ente in misura ridotta al convenzionale (160 ore di effettivo lavoro).
Francesco Palese
Segretario generale della Fneal Uil di Viterbo
Federazione nazionale lavoratori edili affini e del legno
