Roma – “Spese di tintoria? Per lavare gli abiti dei trombettieri di Vitorchiano”.
Il sindaco dimissionario di Roma Ignazio Marino respinge, in conferenza stampa in Campidoglio, tutte le accuse sulle presunte spese sostenute dal primo cittadino.
“Voglio dire due parole sugli esposti presentati dal M5S e da Alleanza Nazionale – Fratelli d’Italia – ha detto Marino -. Sono vergognosi e scritti o da persone in malafede o da persone ignoranti”.
Per Marino, bastava approfondire. Ed ecco emergere la Tuscia. “In uno degli esposti, c’è scritto che il sindaco avrebbe usato soldi pubblici per la tintoria.
Ora, le persone o sono in malafede o sono ignoranti, perché bastava approfondire. La tintoria non è per i miei abiti, ma per lavare gli abiti storici dei trombettieri di Vitorchiano che, quando capi di Stato, come il presidente del Messico, piuttosto che il primo ministro del Giappone, sono venuti in Campidoglio durante i mesi della mia consiliatura. Per ricevere le personalità, poi, un tappeto rosso viene messo ai bordi della Maserati dello stato italiano, con cui viene accompagnato il capo dello Stato. Tappeto e panni giallorossi dei trombettieri che annunciano l’apertura della portiera con le trombe, vengono conservati, come è giusto, e lavati in tintoria”.

