- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Tarquinia ‘900 una comunità allo specchio dei racconti

Condividi la notizia:

Marco D'Aureli

Marco D’Aureli

Giovanni Jacopucci

Giovanni Jacopucci

Laura De Alexandris

Laura De Alexandris

Luciano Marziano e Maurizio Brunori

Luciano Marziano e Maurizio Brunori

Tarquinia – Nell’ambito di Book & Wine – Tarquinia, i libri, il vino,  Banda del Racconto 
e
 Università Agraria di Tarquinia presentano il documentario Tarquinia ‘900 una comunità allo specchio dei racconti (video).

Appuntamento domenica 11 ottobre ore 17, sala consiliare del comune, Tarquinia.  Proiezione del film e reading  con Antonello Ricci e Marco D’Aureli.  Pietro Benedetti interpreterà brani da Vincenzo Cardarelli, Spartaco Compagnucci e Titta Marini.  Interverrà il regista Marco Marcotulli.

Indirizzi di saluto del presidente dell’Università Agraria Alessandro Antonelli. A seguire degustazioni di prodotti da forno e di vini delle cantine tarquiniesi

Esiste una narrazione corale che Tarquinia fa oggi di sé? Come i cornetani del presente raccontano la “loro” Tarquinia nel segno di tutto ciò che è cambiato nel corso del XX secolo?

Ma soprattutto: che cosa è oggi Tarquinia?

Tarquinia ’900 una comunità allo specchio dei racconti, DVD del film e diario del backstage/libretto di sala, restituiscono, attraverso una tessitura di testimonianze, attraverso il montaggio polifonico delle fonti, il racconto di che cosa – nell’esperienza di vita e di lavoro di agricoltori, butteri, allevatori, localisti, operai e poeti – sia stata fino a poco tempo fa Tarquinia; in che cosa essa possa essersi repentinamente trasformata; come avrebbe potuto o dovuto diventare; dei treni presi, di quelli persi.

Tarquinia ’900 una comunità allo specchio dei racconti vuol essere un tentativo di narrazione corale dell’identità civica contemporanea, epopea contadina, cronaca dello sviluppo urbanistico della città (a proposito: ma Tarquinia è città o paese?), ricordo (rimpianto?) di una modernità industriale soltanto assaporata.

Primo concreto risultato di un progetto promosso a fine 2014 dall’Università Agraria di Tarquinia, libro e film – quest’ultimo fortemente voluto dalla committenza – sono il frutto dell’applicazione delle metodice di produzione/trasformazione/restituzione di storie messa a punto in oltre un decennio dalla Banda del Racconto.

Il booklet (DVD+LIBRO) Tarquinia ’900 una comunità allo specchio dei racconti è il decimo volume pubblicato da Davide Ghaleb editore nella collana La Banda del Racconto.

 Scheda tecnica: libro formato 20×20 cm, 48 pagine, 13 ritrati fotografici b/n, con allegato DVD video contenente il film della durata di 40’28” (colore). Prezzo di copertina: 15 euro. http://www.ghaleb.it/bandadelracconto10.htm

Opera realizzata con le risorse dell’Università Agraria di Tarquinia.

Per i lettori di Tusciaweb proponiamo in anteprima una breve presentazione di Marco D’Aureli e Antonello Ricci della Banda del Racconto.

* * * * *

Il leitmotiv di Tarquinia ’900, una comunità allo specchio dei racconti è una riflessione sulla Tarquinia del passaggio, sulla Maremma del cambiamento. Tarquinia ’900 racconta – attraverso le voci dei depositari della memoria locale – il cuore di questo cambiamento epocale.

Il booklet (DVD+libro) sperimenta un nuovo modo di pubblica restituzione delle storie raccolte nella ricerca. Nella costruzione tanto del film quanto del libro che lo incornicia abbiamo perseguito la stessa metodica artigianale perfezionata in anni di esperienza: le storie che i narratori hanno voluto affidarci sono state prima registrate, poi rielaborate con attenzione, rigore e tenerezza cercando di valorizzare la verità di sé che i nostri testimoni ci consegnavano; ma anche le abbiamo messe in tensione – queste verità – con nostri interventi, ponendo le varie schegge in dialogo e permettendo così al potenziale dialettico e conoscitivo dei racconti di lievitare.

Il vero oggetto di questa esperienza tarquiniese è stato, come vuole la ragione sociale della Banda, la narrazione. Ognuno dei nostri narratori ha raccontato cose del passato, esperienze, ricordi – anche con momenti di commozione, anche col luccicone – ma sempre lo ha fatto col senso del presente. I nostri vecchi ci hanno narrato con vigore di trasformazioni dirompenti. In parte sono storie di vita, personali, ma ci sono anche narrazioni che bene illustrano come una comunità pensa sé stessa, i ritornelli identitari che essa ripete a sé stessa – e al mondo intero – di sé.

Pensiamo a Toto De Alessandris, che doveva rappresentare – nell’architettura del nostro lavoro – il mondo della campagna, e a Giovanni Romani, che invece rappresentava il mondo dell’allevamento: «Giovà, come erano prima le strade?», «Prima le strade non c’erano»; «Come ci andavi a Tarquinia?», «A cavallo, o a piedi, o col carretto».

Poi tutto cambia. E i nostri narratori hanno dovuto distillare un senso da queste trasformazioni radicali.

E il cambiamento non ha riguardato soltanto la campagna. Lo stesso è accaduto in città, ne sono testimoni Virgilio Bernabei e Giovanni Jacopucci, che ci hanno raccontato di altri cambiamenti: quelli occorsi alla pur cospicua realtà produttiva della Cartiera e delle Saline.

Allora ci siamo resi conto che Tarquinia ha manifestato vivacità imprenditoriale notevole e precoce. Anche se qui, Stato Pontificio fino al 1870, non c’era il retroterra dell’Emilia, della realtà padana. Costante, nei racconti di Giovanni e Virgilio, il rammarico per una sorta di vocazione tradita. Imprenditorialità a Tarquinia c’è sempre stata, ma restando sempre compressa come in una bolla d’aria.

Nel momento poi in cui il mondo agricolo arriva al tramonto, l’agricoltura (che era stata la grande ricchezza), per varie ragioni stenta e arranca; dovrebbe disegnarsi una nuova identità rurale, ma ciò non accade, e quando quell’Età dell’Oro finisce l’imprenditoria locale non è pronta. Così Tarquinia sconta uno stallo. E siamo così tramonto degli anni Ottanta, nel decennio ’85-’95.

C’è chi quel passaggio l’ha vissuto più intensamente e consapevolmente di altri. Mauro Arpini alias Lucignolo, “cavalcante” assai noto ben al di fuori dei ristretti confini locali – ha fatto in tempo a conoscere l’ordine tradizionale delle cose, crescendo però dentro un nuovo ordine: non a caso egli principia a lavorare in un’officina meccanica, è già figlio del cambiamento; ha però una peculiare nobile consapevolezza, in quanto vuol testimoniare ciò che dell’ordine precedente resta, tornare in modo nuovo dentro una campagna che è cambiata, dentro un mondo trapassato, per rivitalizzarlo. Mauro è al tempo stesso antico e moderno.

Egli è dunque risultato la perfetta cabina di regia ove raccordare le storie che ci venivano affidate. Un traghettatore di storie. Colui che per privilegio di anagrafe poteva restituire giusto valore alle storie del passato, testimone e narratore e critico allo stesso tempo.

Marco D’Aureli e Antonello Ricci della Banda del Racconto


Condividi la notizia: