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Venzi voleva difendere la ragazza

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Sabato Louis Francesco Battaglia

Sabato Louis Francesco Battaglia

Federico Venzi

Federico Venzi

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione

Viterbo Omicidio del Riello - Il luogo dell'aggressione

Viterbo Omicidio del Riello – Il luogo dell’aggressione 

Viterbo – Un omicidio non voluto, conseguenza della reazione a un’aggressione. L’assassino Sabato Battaglia si è difeso così. Ma la sua versione non è l’unica al vaglio degli inquirenti.

Sull’omicidio del Riello, c’è un racconto che capovolge quello dell’arrestato, il 22enne Sabato Louis Francesco Battaglia: Federico Venzi, il 43enne ucciso, non avrebbe aggredito nessuno, né a parole, né alzando le mani. Al contrario: la vittima sarebbe intervenuta per difendere Lorella Colman, la studentessa 22enne che era con Battaglia la notte dell’omicidio. E’ quanto emerge da una delle testimonianze raccolte dagli investigatori poche ore dopo il delitto a due passi dalla rotatoria dell’Ipercoop.

Secondo questa versione, Venzi, ubriaco e in compagnia di un amico che aveva bevuto come lui, pensava che la coppia stesse discutendo. Per questo, avrebbe cercato di fare da paciere. I due fidanzati hanno girato i tacchi e se ne sono andati. Tempo di arrivare a piedi da un’uscita all’altra della rotatoria del Riello e qui, forse per la stizza di essere seguito, ma il motivo non è chiaro, Battaglia avrebbe sferrato i pugni letali a Venzi.

Una ricostruzione diametralmente opposta a quella dell’omicida, entrambe oggetto delle indagini ad ampio raggio dei carabinieri del nucleo investigativo. Opposte le due versioni dei fatti. Opposte le immagini dell’assassino che se ne ricavano. Da un lato, il 22enne costretto ad agire da un pericolo imminente. Dall’altro, i ruoli iniziali completamente ribaltati: l’aggressore non è più Venzi, ma Battaglia, che se la prende con chi cercava solo di calmare gli animi.

L’unica certezza è che qualcuno mente. Altrimenti non potrebbero emergere racconti che sono l’uno il contrario dell’altro.

Ascoltata a poche ore dall’omicidio, la fidanzata di Battaglia avrebbe raccontato che Venzi non l’ha neppure sfiorata, non confermando né l’aggressione fisica, né gli insulti: la vittima non avrebbe proprio proferito parola, al punto che la ragazza pensava addirittura che Venzi fosse straniero. Lorella Colman è stata comunque denunciata per favoreggiamento, insieme ad altre due persone: secondo i carabinieri avrebbe cercato di concordare una versione unanime con gli amici per aiutare Battaglia e depistare gli investigatori. Ma il suo racconto la mette di fatto contro il ventiduenne, contraddicendo le spiegazioni fornite dal ragazzo agli interrogatori davanti al pm Massimiliano Siddi e al gip Stefano Pepe.

Compito degli inquirenti sarà valutare la genuinità delle due testimonianze. Una esclude l’altra. Significa che se la tesi dell’omicida non dovesse reggere e l’altra sì, a quei pugni in pieno viso mancherebbe un movente. E il delitto diventerebbe ancora più efferato di come appare ora. 


Multimedia: fotocronaca – slide – video


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