Viterbo – Violentata dallo zio.
Un inferno durato nove anni. Quando iniziò lei ne aveva appena 14.
Le danno ragione in primo grado e in appello: per due volte un 78enne viene condannato a quattro anni di reclusione. La sentenza della Corte d’appello di Roma è di pochi giorni fa e conferma integralmente la decisione del giudice del tribunale di Viterbo Silvia Mattei.
Era il 1999. La ragazzina, appena adolescente, viene affidata alle cure degli zii, che abitano in un paese delle provincia. Il padre lavora in campagna, la madre è morta da poco, la sorellina più piccola va accudita continuamente. Di lei, più grande, iniziano a prendersi cura i parenti. Ma la convivenza con lo zio si rivela ben presto il peggiore degli incubi.
La costringe a rapporti sessuali completi. Abusi che diventano un’abitudine. Nove anni di violenze, con la minaccia che se avesse raccontato qualcosa a qualcuno lui si sarebbe ucciso. Un segreto che porta nel cuore come un macigno, finché non esplode, durante una seduta di psicoterapia: gli specialisti che la seguivano si erano accorti che la ragazza stava male. Le sue confidenze mettono in moto le indagini.
Nel 2009, la prima condanna a quattro anni, dopo il processo con rito abbreviato. Sentenza confermata pochi giorni fa dalla Corte d’appello.
