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Watsu termale per favorire il relax

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Il watsu termale

Il watsu termale

Viterbo – Per secoli, in tutto il mondo, l’uomo ha cercato nelle forze naturali, nella potenza degli elementi primordiali, l’energia con la quale ricaricare se stesso e i propri simili di vitalità e benessere.

Il recupero di questa tradizione ha portato a un grande sviluppo delle discipline bio-naturali, arti non sanitarie né terapeutiche, che mirano ad un riequilibrio energetico dell’individuo, attingendo proprio ad antiche sapienze.

In questo modo, a partire dalle discipline più note, quali shiatsu e yoga, si sono sviluppate varianti che combinano il trattamento tradizionale al rilassamento indotto dall’immersione in acqua calda.

Queste discipline trovano il loro spazio ottimale nelle terme dotate di apposite piscine e alimentate da acqua sulfurea, per la sinergia con le proprietà delle acque salutari nelle quali il cliente resta immerso per la durata del trattamento.

La più diffusa tra le discipline bio-naturali acquatiche è il Watsu e quando viene praticato in una piscina termale viene denominato Watsu termale.

Nel Watsu il cliente è sostenuto da un operatore e trattato in una situazione di galleggiamento; in questo modo l’operatore può esercitare digitopressioni, dondolii e delicati stiramenti che sarebbero impossibili sul futon o sul lettino. Il Watsu è diffuso in tutto mondo, trovando speciali applicazioni in ostetricia, per l’accompagnamento al parto durante tutto l’arco della gravidanza.

Ove poi l’operatore avesse anche la necessaria qualifica sanitaria, il Watsu è una valida integrazione nel trattamento di patologie dell’apparato locomotore. Il Watsu riduce la tensione muscolare, migliora la postura, allevia gli stati d’ansia, insonnia e stress.

Il Watsu è soprattutto un’esperienza di rilassamento profondo che non presenta controindicazione alcuna se non quelle che impediscono l’immersione in acqua calda.

Nel Watsu gli stimoli sensoriali sono significativamente ridotti: gli occhi sono chiusi, non si ricevono stimoli olfattivi o gustativi, le orecchie sono sotto la superficie dell’acqua, per cui odono solamente suoni naturali.

I recettori tattili (termocettori, propriocettori) sono immersi in un liquido a temperatura fisiologica, non registrando più la sensazione di “confine corporeo”; in questo modo il corpo sperimenta una sensazione di espansione e benessere e la mente, alleggerita dalla costante ricezione d’informazioni ridondanti, è libera di quietarsi in uno stato di rilassamento prossimo al sonno.

Il Watsu ha la sua sede naturale presso le terme; la qualità delle acque influisce in maniera sensibile sulla sensazione di benessere che permane a lungo nel cliente dopo il trattamento: le acque ricche di zolfo, per le loro proprietà eudermiche e trofiche, trasmettono una sensazione di purezza e disintossicazione; al contrario, dopo una pratica in acqua non termale, depurata con cloro, il cliente desidera spesso detergere la pelle tramite una doccia e proteggerla con creme emollienti, spezzando così l’atmosfera rilassante venutasi a creare.

Inoltre, l’ambientazione curata e silenziosa delle stazioni termali predispone a ricevere il Watsu in una condizione di abbandono che raramente può ottenersi altrove.

Infine, le stazioni termali offrono garanzie d’igiene, tutela sanitaria, accoglienza e stabilità della temperatura dell’acqua, caratteristiche indispensabili per una pratica corretta ed efficace del Watsu.

Antonello Calabrese
Presidente Associazione nazionale formatori olistici in Discipline bio-naturali

Roberto Conigliaro
Specialista in Idrologia medica


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