Viterbo – “Del parere tecnico non me ne frega nulla. A che serve?”.
Il sindaco Leonardo Michelini è andato a Roma, al ministero dell’Interno per avere chiarimenti sulla vicenda che riguarda Chicco Moltoni. Oggi in consiglio comunale parte l’iter per la sua eventuale decadenza da consigliere. Ma il diretto interessato attacca.
La decisione è politica. L’incontro nella capitale è stato inopportuno oltre che inutile. L’esponente Gal poi è stupito per la presenza del prefetto alla riunione, ma sopratutto dell’assessora al Bilancio Luisa Ciambella.
Perché si stupisce?
“Mi domando che cosa ci sia andata a fare Ciambella. Il sindaco ha detto che con lui c’era il vice sindaco. Dovrebbe sapere che questa funzione esiste solo se il primo cittadino non può adempiere alle proprie funzioni e allora delega il vice. Se c’è il sindaco, il vice non esiste. Quindi mi chiedo, l’assessora al Bilancio che è andata a fare a Roma? Che valore ha la sua presenza? Forse ha accompagnato gli altri perché magari conosce il sottosegretario cui hanno chiesto un parere. Che valore può avere il fatto che lei fosse presente?”.
Che ci fosse anche il prefetto di Viterbo, come la vede?
“E’ davvero irrituale. Ho il massimo rispetto per il ruolo che ricopre. Mi pare proprio, però, che sia stata tirata per la giacca. Non ci fa una bella figura”.
Perché del parere tecnico del ministero se ne frega?
“Semplice: di tecnico in tutta questa vicenda non c’è nulla. E’ solo una questione politica. Quindi di stretta pertinenza del consiglio comunale”.
Il parere tecnico non serve?
“Voglio solo ricordare a chi se ne fosse dimenticato, che i miei guai sono cominciati proprio per colpa di pareri tecnici. Il danno erariale che mi è stato contestato deriva da una delibera di giunta che aveva tutti i pareri tecnici favorevoli. Chi mi ha giudicato, il fatto che abbiamo votato con tutti pareri favorevoli non l’ha preso nemmeno in considerazione. I tecnici sono stati assolti e io condannato. Quindi qui di tecnico non c’è proprio niente”.
Ne è sicuro?
“Certo. E’ politico. Se la questione fosse tecnica, il consiglio comunale non dovrebbe entrarci proprio. C’è il prefetto che può agire d’ufficio, ha i poteri per farlo. Ecco perché al consiglio comunale dei pareri non deve interessare nulla”.
Eppure sindaco e tutti gli altri sono andati a Roma proprio per chiedere un parere al sottosegretario.
“Mi lascia stupito che alla riunione ci siano state persone che reputo a me ostili. Il sindaco Michelini e l’assessora Ciambella mi vogliono fuori dal consiglio comunale. E ci metto anche la segretaria generale Vichi. Mi sarei aspettato che ci fosse pure qualcuno a me favorevole e che comunque potesse dire la sua. Pure un consigliere d’opposizione. Magari l’ex sindaco Giulio Marini”.
Sarebbe stato opportuno?
“Non vedo perché no, dal momento che c’era l’assessora Ciambella e ripeto non ho ancora capito che cosa ci facesse lì. Perché lei e non un altro assessore. La presenza di una persona come Marini poteva portare un punto di vista diverso. Inoltre, visto che il comune, come ama ripetere spesso Michelini, deve essere la casa di vetro, ci sarebbe stata una terza persona per capire come il quesito sul parere è stato posto. Se ci sono state forzature. Sarebbe stato doveroso e moralmente corretto farlo”.
Che dubbi ha sull’incontro a Roma?
“Qui non siamo al bar dello sport. E si sta giocando sulla pelle di una persona. Si va al ministero da un sottosegretario e ci si va con un assessore che non c’entra nulla. Come non c’entra nulla la riunione. Non servono pareri, il consiglio è sovrano. Oltretutto la mia fattispecie è del tutto particolare”.
In che senso?
“Ci sono anomalie che non hanno precedenti. All’epoca in cui io e altri colleghi firmammo la delibera che ci ha portati al danno erariale, eravamo coperti da polizza assicurativa stipulata dal comune. La compagnia ha ritenuto di non pagare. C’è un contenzioso e a gennaio è attesa la sentenza. Potrebbe sciogliere molti dubbi. Se l’assicurazione ha torto, paga. Se invece dovesse avere ragione, paga chi ha sbagliato, ovvero chi a palazzo dei Priori ha stipulato la polizza”.
Cosa si aspetta dalla seduta di consiglio comunale in programma oggi pomeriggio?
“Che ci sia buonsenso. Ne servirebbe. Invece vedo che si va a Roma, con il prefetto, a farsi dire che si deve votare. Ma ci rendiamo conto di quello che sta accadendo? Il sindaco che ci va accompagnato dall’assessora Ciambella. Siamo alla follia”.
Giuseppe Ferlicca
