Viterbo – Prima dell’arresto nell’operazione “The Mask” erano già alle prese con la giustizia per vecchie rapine. Qualcuno era ai domiciliari. Qualcun altro faceva lavori di pubblica utilità o non poteva uscire di casa la notte, per ordine del tribunale.
Erano ben noti alle forze dell’ordine i sei arrestati per l’indagine sulle “rapine in maschera” nel Viterbese e nel Ternano. Nei giorni scorsi, i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Viterbo, insieme ai colleghi del nucleo operativo e radiomobile di Civita Castellana, hanno notificato a due rapinatori l’aggravamento delle vecchie misure restrittive cui erano sottoposti già prima di “The Mask” (video: i rapinatori mascherati in azione – l’operazione dei carabinieri – fotocronaca – slide).
In particolare uno dei sei arrestati, Daniele Virgutto, figlio di Giancarlo, ex boss della Banda della Magliana, “venne arrestato in flagranza di reato il 24 agosto scorso, subito dopo la rapina a un istituto di credito di Narni dove i carabinieri riuscirono, dopo un inseguimento partito dall’autostrada A/1 – casello di Orte, a bloccare il malvivente alla barriera di Roma – Nord recuperando anche le ingenti somme di denaro asportate”. Lo riportano i carabinieri in una nota diramata dal comando provinciale. Che continua: “Il rapinatore, dopo un periodo trascorso in carcere, riuscì a ottenere la misura degli arresti domiciliari da scontare presso una casa di cura nella capitale, da dove successivamente è evaso. La Corte d’Appello di Bologna, a seguito dell’evento, revocava tale misura disponendo la custodia cautelare in carcere, che veniva notificata dai carabinieri di Viterbo a seguito della cattura”.
Il secondo rapinatore – si legge, ancora, sulla nota dei carabinieri -, già con precedenti specifici per reati contro il patrimonio, aveva in essere la misura dell’obbligo domiciliare con il divieto di uscire di casa dalle 20 alle 7. Nonostante tale misura, lo stesso continuava nelle sue attività delittuose, concretizzate anche in rapine presso gli istituti di credito. Dopo la cattura, il tribunale di sorveglianza di Roma, notiziato dai carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo di Viterbo e del nucleo operativo e radiomobile di Civita Castellana, revocava tale misura disponendo quella della detenzione in carcere”.


