Blera – Bel successo, ieri mattina a Blera, presso il museo Il Cavallo e l’Uomo, per la passeggiata/racconto L’Uomo e il Cavallo – Dagli Etruschi al mondo contadino: una “cavalcata” narrativa, condotta da Antonello Ricci, con letture di Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti, accompagnate dalle percussioni di Roberto Pecci.
“Pillole” storico-antropologiche a cura Giulia Monaci, direttrice del museo, e Luciano Santella, archeologo e profondo conoscitore della realtà locale. L’iniziativa, organizzata tra l’altro con il patrocinio del Comune di Blera, si è aperta con i saluti del sindaco Elena Tolomei ai partecipanti.
Il pubblico presente, raccolto nell’area scoperta del museo, ha potuto rivivere attraverso letture, poesie in ottava rima e spiegazioni proposte, la vita dei butteri della Maremma Laziale.
Nei pressi delle ricostruzioni dell’abbeveratoio, della capanna maremmana e della stalla, ambienti che in passato caratterizzavano il paesaggio di questo territorio, sono state offerte letture di racconti di anziani butteri sulla doma dei puledri, sul rapporto con gli animali, l’allevamento brado dei bovini e la pastorizia.
La passeggiata è proseguita all’interno del museo, sempre alternando momenti di narrazione e di divulgazione, prima percorrendo il settore in cui dalle origini del cavallo si arriva a trattare la presenza di questo animale presso gli Etruschi e poi scendendo al piano sottostante, al settore sul rapporto uomo-cavallo-territorio nella Maremma Laziale.
L’incontro si è concluso con un aperitivo “rustico” offerto a tutti i partecipanti dal Comune di Blera, una degustazione di alcuni prodotti locali: olio d’oliva, miele, formaggi, pane.
L’evento di ieri si inseriva perfettamente nella missione stessa del museo, nato non solo per salvaguardare un patrimonio culturale, ma soprattutto per sostenere peculiarità e vocazioni locali di una zona che comprende non soltanto il comune di Blera, ma un ambito territoriale molto più ampio, interessato dalle stesse caratteristiche.
È appunto in questo ambito che il Museo Il Cavallo e l’Uomo svolge un ruolo indirizzato alla crescita di consapevolezza culturale per contribuire allo sviluppo locale, per elaborare una riflessione critica intorno al modo in cui oggi, nell’era globale, patrimonio culturale materiale e immateriale, tradizioni locali rappresentino risorse intorno a cui individui e comunità possono tornare ricostruire la propria identità e riproporla all’esterno quale elemento valido e costruttivo, ancorché marginale, dell’intera società nazionale.






