Viterbo – “Accentuate l’abbronzatura, voglio far schiattare d’invidia qualcuno…”.
Appena rientrato da un periodo all’estero, in un posto al caldo, in Brasile, Chicco Moltoni si trova in una situazione altrettanto calda, ma decisamente meno piacevole.
Mentre era fuori sono uscite notizie su una vicenda giudiziaria che lo riguarda e nel frattempo in consiglio comunale è partita e poi bloccata, la procedura per il decadimento dalla carica di consigliere, per effetto del danno erariale Cev.
Se ne discute da giovedì. Promette battaglia. Reputando ingiusta una sua eventuale uscita dal consiglio comunale, Moltoni chiederà risarcimento: “Da milioni di euro. Per danni arrecati a livello personale, d’immagine, politico, amministrativo, biologico”.
Prova a ironizzare sul suo ritorno a Viterbo. “Il mostro è tornato – esordisce amaramente Moltoni – sono rimasto sorpreso, anche se nulla mi sorprende, dopo tanti anni”.
Rimette insieme i pezzi, partendo dalla vicenda privata: “E’ stato detto che sarei coinvolto in una fantomatica bancarotta o non so cosa. Sono appena tornato e sono in attesa di leggere la documentazione, ma una precisazione va fatta.
La vicenda ha preso le mosse da un privato, che asserisce d’essere socio della società, cosa che posso smentire. Ha denunciato il sottoscritto ed è stata aperta un’inchiesta.
Arrivò a suo tempo un avviso di garanzia. Adesso è arrivata la chiusura delle indagini. Da tempo ho chiesto d’essere ascoltato, non era possibile con le indagini in corso. Adesso lo è. Sono sereno. So di avere agito bene e in modo corretto”.
La notizia è uscita mentre in comune si discute della sua incompatibilità per la vicenda Cev.
“Anomala la tempistica – continua Moltoni – i colleghi potrebbero farsi un’idea distorta di me. Vedremo. Giovedì parte l’iter che mi riguarda. Ma anche qui, sono convinto di non avere fatto nulla di sbagliato. All’epoca io e altri abbiamo approvato una delibera di giunta riguardante il Cev che recepiva un’indicazione del consiglio comunale.
Eravamo sereni. C’erano tutti i pareri. Ma la serenità derivava pure dall’avere una copertura assicurativa, non fatta da noi personalmente ma dal comune. Firmata dal dirigente. Copertura ampliata con un’altra per colpa grave.
Ricorrerò fino alla Corte di giustizia di Strasburgo, per una condanna che ritengo ingiusta e assurda”. Deve, come altri amministratori dell’epoca, 80mila euro.
“Nello stesso periodo in cui è stata emessa la nostra sentenza, ne sono state emesse altre assimilabili alla nostra. Con esito opposto”.
Ci tiene a precisare che il suo coinvolgimento è per danno erariale, nessuna vicenda penale.
“Non sono stato condannato penalmente. E non ho detto che non voglio pagare, ma ritengo di non dover pagare. Ero coperto da assicurazione. C’è un contenzioso aperto fra comune e compagnia, da anni. L’esito arriverà nei primi mesi del 2016.
Se ha torto la compagnia, paga. Viceversa, se è stato fatto errore, non sono stato io. Piuttosto il funzionario nella stipula della polizza. Non posso pagare io per responsabilità non mie”.
Il consiglio comunale, però, giovedì inizierà a discutere della procedura di decadimento. Un iter lungo. Moltoni ritiene che nei suoi confronti ci sia un accanimento: “Tutta questa vicenda – osserva Moltoni – sulla mia decadenza è cominciata dopo mie dichiarazioni in cui criticavo l’appalto per i rifiuti, che io ho duramente contestato. Anche Maurizio Tofani, colpito dallo stesso mio provvedimento, aveva in consiglio comunale puntato il dito contro il servizio e le assunzioni fatte. Una strana coincidenza”.
La procedura per il decadimento riprende giovedì. “Il consiglio comunale è sovrano – continua Moltoni – e si esprimerà. Se mi dovessero estromettere, un secondo dopo sarò costretto a fare una denuncia per richiesta danni da milioni di euro.
Danni arrecati a livello personale, d’immagine, politico, amministrativo, biologico. Chi più ne ha più ne metta. Io ritengo che un contenzioso non ci sia.
Se mi cacciano ingiustamente, si crea e immediatamente un conflitto d’interessi che secondo me adesso non c’è e partono i danni al comune. Farò pagare tutto, sono stato oggetto di una campagna denigratoria pesantissima.
Dietro c’è una manovra politica”.
Moltoni promette battaglia: “ Stavolta non ci vado con un avvocato serio”.
E ai colleghi consiglieri: “Spero che non si prestino a certi giochi. Giochi sporchi della politica. La mia decadenza ha solo a che fare con un consigliere scomodo, il sottoscritto, per sostituirlo con uno più allineato”.

