Viterbo – Perizia psichiatrica sul trentenne accusato di tentato omicidio in carcere.
Succedeva due anni fa al penitenziario di Mammagialla: un detenuto resta ferito durante una partita di calcetto. Accusa un altro detenuto di averlo colpito con l’asticella per tenere la retina del ping pong, usata praticamente come un pugnale.
M.R., trentenne di nazionalità albanese, finisce a processo per tentato omicidio. All’udienza di ieri ha parlato lui, smentendo vecchie ruggini o motivi di rancore con il detenuto ferito ma ammettendo che, sì, avevano litigato per un fallo a calcetto durante l’ora d’aria.
Oltre all’imputato, i giudici hanno ascoltato come testimone Bengasi Battisti, sindaco di Corchiano, medico in servizio al pronto soccorso la sera del 9 luglio 2013, quando il detenuto parte offesa arriva in ospedale con una ferita all’addome.
La difesa, rappresentata dall’avvocato Roberto Francesco Rotella, aveva chiesto che il tribunale acquisisse la cartella clinica del suo assistito. Documentazione sanitaria che attesterebbe che il detenuto soffre di un particolare disturbo psichiatrico.
Il collegio (presidente Eugenio Turco, giudici a latere Silvia Mattei e Rita Cialoni) ha disposto una perizia psichiatrica, per stabilire se il detenuto, viste le sue patologie, era capace di intendere e di volere al momento dei fatti. Sarà l’ultimo accertamento prima della sentenza.
