Tuscania – Un’intera famiglia in arresto per droga. Era il 29 maggio 2013: in un agriturismo di Tuscania, i carabinieri trovano più di un chilo di hashish. Poco prima avevano fermato Oliviero Cherubini, trentenne, scappato lasciando in macchina due panetti di stupefacente e una giovane dipendente dell’agriturismo di nazionalità romena, arrestata e scarcerata.
Cherubini, la sorella Santina e il padre Giuseppe vengono fermati per detenzione ai fini di spaccio di droga. Ieri, il gup del tribunale di Viterbo ha rinviato a giudizio padre e figlia: il processo inizierà ad aprile.
Oliviero Cherubini, invece, datosi alla macchia per dieci giorni prima di costituirsi, ha patteggiato due anni, quattro mesi e 4mila euro di multa.
Cherubini era in macchina con la dipendente dell’agriturismo. Venivano da Montefiascone e andavano a trovare il padre di lui a Marta. Quando ha visto i carabinieri, il trentenne ha abbandonato l’auto e la ragazza in macchina: per dieci giorni si è persa ogni traccia di lui, finché non ha deciso di costituirsi su consiglio del suo avvocato.
Nell’auto i carabinieri hanno trovato i panetti di hashish. Altro stupefacente dello stesso tipo era nascosto in un magazzino dell’agriturismo.
Secondo i carabinieri, il padre aveva cercato di nascondere la droga, mentre la sorella impediva ai militari di entrare nell’agriturismo. Oltre allo stupefacente, furono sequestrati soldi ritenuti provento di spaccio, cellulari, sostanza da taglio, schede telefoniche romene, un bilancino di precisione e il presunto libro mastro con i nomi degli acquirenti e le somme dovute.
Un mese dopo, un’altra tegola travolge la famiglia Cherubini: anche la madre e l’altra sorella, stavolta, finiscono in arresto insieme al padre, a Oliviero e Santina. E’ l’operazione Drum: sessanta arresti per un giro di droga milionario, anche un carabiniere in manette e l’ordinanza d’arresto annullata per un vizio di forma. Un’inchiesta che sembra essersi persa nei meandri del tribunale: a due anni dal blitz, ancora nessuna udienza.
Secondo l’avvocato Marco Russo, l’accusa di spaccio era a dir poco insostenibile, per il padre e la sorella di Cherubini: al massimo si poteva trattare di un favoreggiamento, nell’estremo tentativo di aiutare Oliviero. Niente da fare: ad aprile il processo per spaccio.

