Viterbo – “Forse al presidente Mauro Mazzola sfugge che come Cgil stiamo semplicemente facendo il nostro lavoro. Qual è? Glielo ricordiamo: salvare posti di lavoro e sanare un’ingiustizia ai danni di 46 lavoratori. E parliamo di ingiustizia perché quando c’erano i soldi per richiamare i precari si diceva che mancava la norma, quando quella è arrivata che non ci sono risorse”.
Così Miranda Perinelli, segretaria Cgil Viterbo-Civitavecchia-Roma Nord e Cinzia Vincenti, segretaria provinciale Autonomie locali della Fp Cgil, sulla vicenda dei precari in Provincia.
“A marzo – continuano – sulla stampa abbiamo letto l’annuncio che la soluzione era usare i fondi Fse, ovvero quelli del Fondo sociale europeo, visto che il progetto Tuscia in Formazione era stato prorogato a ottobre. Quelle risorse dove sono andate a finire? È vero che sono state rimandate indietro alla Regione? Se sì, perché?
Inoltre, sarebbe forse meglio chiedere direttamente ai precari da chi si sentono presi in giro e illusi. I giornali negli ultimi mesi sono pieni di articoli sulla vertenza, basta metterli in fila e tirare le somme.
Ricordiamo, infine, a Mazzola che noi – a differenza di quanto lui ha dimostrato con le sue dichiarazioni un po’ fuori dalle righe e dal suo ruolo istituzionale – non abbiamo nulla di personale contro di lui né problemi politici che non ci riguardano.
Noi puntiamo il dito contro un percorso di ingiustizie avviatosi a gennaio quando la precedente amministrazione ha scelto di non prorogare i contratti, e proseguito con l’attuale amministrazione che ha continuato su quella strada.
Cerchiamo, piuttosto, di assumerci ognuno per le nostre competenza la responsabilità di non far perdere a questi lavoratori l’ultima chance di rimanere agganciati alla Provincia in vista di prospettive future”.

