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“Sciogliamo gli enti minori e poi saliamo”

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Il presidente della provincia, Mauro Mazzola

Mauro Mazzola 

Viterbo – “Sciogliamo gli enti minori e poi saliamo”.

Mauro Mazzola non vede di buon occhio la riduzione delle regioni italiane da 20 a 10 con la Tuscia potrebbe abbandonare il Lazio per essere inglobata tra la Toscana e l’Umbria nella futura regione Appenninica. Per il presidente della Provincia, si deve partire prima dagli enti minori per poi passare “ai piani alti”.

Solo così si può perseguire il fantomatico risparmio tanto sbandierato. C’è per Mazzola, l’esigenza di non accavallarsi coi progetti. 

“Così facendo – dice Mazzola – creiamo solo più problemi ai cittadini, specie per quanto riguarda i servizi. E poi, mi domando, se ci sia davvero tutto questo risparmio di cui si parla”.

Quindi rilancia. “Perché non pensiamo prima agli enti minori, come le comunità montane su cui ancora non è stato fatto nulla, o sulle università agrarie che non sono altro che consigli di amministrazione che potrebbero essere sciolti per trasformarsi in assessorati all’Agricoltura dei comuni in cui insistono. Oppure i consorzi di bonifica che potrebbero diventare braccia armate per le province nelle funzioni delegate all’ambiente, avendo a disposizione personale e tecnologie”.

Il costo complessivo dei consigli regionali ammonta a circa 1.160 milioni di euro, mentre l’aggregazione potrebbe farne risparmiare allo Stato almeno 400 milioni. Mazzola è scettico. “Devono essere sciolti o assorbiti prima gli enti minori, che hanno un costo sia politico che organizzativo. Poi si può pensare ad altro”.

Da maggio, guida di Palazzo Gentili e non nasconde l’impresa che ha dovuto affrontare. “Non è stato difficile, ma difficilissimo. Problemi ci sono con il personale in esubero che va messo al 50 per cento sulla piattaforma regionale che però non è ben definita, con la polizia provinciale sulla quale nessuno ha deciso che fine farà e quindi con i precari che vogliono rientrare.

Per non parlare poi delle strade per le quali abbiamo due miseri soldi, che non ci permettono di sistemare tutto e, delle scuole per le quali siamo riusciti a trovare qualche finanziamento per farle funzionare. Difficoltà anche coi i centri per l’impiego e la formazione. Noi presidenti siamo degli eroi pazzi che stanno cercando di fare qualcosa. Gratuitamente”.

Mazzola chiede più chiarezza. “Definissero una volta per tutte quello che dobbiamo fare, concedendoci anche i finanziamenti, altrimenti ci chiudessero davvero. C’è tanta confusione anche tra la gente che pensa che l’ente sia stato in qualche modo sciolto, ma in realtà è lì. Le richieste sono le stesse di quando agiva a piene funzioni. Sarà ora di avere un quadro preciso.

Hanno iniziato con la riforma delle province, allora prima di pensare ad altro, portassero a termine questo progetto. La divisione in macroregioni mi lascia dubbioso – conclude – ci allontaniamo troppo dai cittadini”.

Paola Pierdomenico


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