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“Puntiamo a dare il meglio di noi, senza limiti”

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Sport - Basket - Stella azzurra - Michele Peroni

Sport – Basket – Stella azzurra – Michele Peroni 

Sport - Basket - Stella azzurra - Michele Peroni

Sport – Basket – Stella azzurra – Michele Peroni durante il match contro la Luiss Roma 

Sport - Basket - Stella azzurra - Il presidente Giorgio Ricci e il coach Umberto Fanciullo

Sport – Basket – Stella azzurra – Il presidente Giorgio Ricci e il coach Umberto Fanciullo 

Sport - Basket - Stella azzurra - Michele Peroni

Sport – Basket – Stella azzurra – Michele Peroni e il “suo” numero 4 

Viterbo – Terza in classifica, dietro alle sole a Gas Eurobasket Roma e Givova Napoli.

Dodici punti conquistati su sedici disponibili, frutto di quattro vittorie casalinghe e due successi esterni.

La Terra di Tuscia Stella azzurra Viterbo è mix perfetto di giocatori giovani ed esperti, che esprime alla perfezione il gioco dinamico richiesto dal coach Umberto Fanciullo.

La squadra ha iniziato al meglio la sua seconda stagione in serie B nazionale e non accenna a fermarsi, decisa a sfruttate un periodo d’oro che vede tra i suoi principali artefici Michele Peroni.

Guardia classe ’94 e con un passato tra i “cugini” della Fortitudo, il numero 4 biancostellato sta ripagando a suon di canestri la fiducia estiva della società, che lo ha voluto fortemente convinta dalle sue qualità sportive e umane.

Domenica scorsa contro la Dynamic Venafro sei risultato il migliore in campo.
“Sì, prima della partita ero molto concentrato, anche perché l’avversario non era dei più importanti, nel senso che non era tra i più forti in assoluto. Poi c’è stata anche un po’ di fortuna dai, nei primi due quarti ho tirato con l’80 percento da tre. Poi, complice la stanchezza mi sono un po’ perso nel finale, ma è stata comunque una bella soddisfazione”.

Siete terzi in classifica con dodici punti su sedici conquistati. Come dire, una posizione “più che buona”.
“Già, è incredibile. Tenendo conto che siamo partiti per la salvezza è super! Non ce l’aspettavamo e non se l’aspettava nessuno, infatti anche il presidente e la società sono molto contenti. Poi, diciamo che questa cosa ci sprona a fare ancora di più.

Il vostro obiettivo prefissato è quello di raggiungere i 30 punti. Ma se li realizzate prima della fine del campionato?
“Sinceramente non ci ho mai pensato. Ovviamente puntiamo a dare il meglio di noi, se non saranno trenta saranno quaranta e così via, senza limiti. Abbiamo perso quattro punti contro Cassino e Palestrina, due squadre che hanno dimostrato di essere più forti anche se non di tanto, visto che abbiamo dato filo da torcere a entrambe. Questo significa che non abbiamo nulla di meno rispetto alla prima e nulla di più rispetto all’ultima”.

Che rapporto hai con il tuo coach Umberto Fanciullo?
“Con il coach il rapporto è super, penso di non aver mai avuto un allenatore così. E’ un leader sia dentro che fuori dal campo. Fuori è un amico, uno che intrattiene e fa ridere. Sul parquet è proprio come si vede dall’esterno, uno che se sei in una situazione scomoda riesce sempre a darti il consiglio giusto. A parer mio se siamo in questa posizione per la maggior parte è grazie a lui”.

Il giocatore a cui ti ispiri?
“A Kevin Garnett, anche se non guardo molto il basket (sembra una presa in giro ma è così). Quello che mi piace di lui non è tanto come gioca, ma la sua voglia di fare assurda. E’ uno che piuttosto che perdere torna a casa senza gambe. E’ agonista al 100 pecento e fa lo stesso gioco che faccio io. Se non riesco a essere agonista in campo gioco male, infatti domenica scorsa ero stra-concentrato e stra-incazzato e ho giocato bene”.

Viterbo per te è stato un ritorno. Che rapporto hai con la città?
“E’ perfetta, quando sono andato ho lasciato un pezzo di cuore e tornare mi ha fatto felice. L’anno scorso ero a San Giorgio su Legnano, dopo gli allenamenti tornavo a casa e pensavo: ‘Cavolo, mi manca Viterbo’. La città è meravigliosa e anche i posti intorno, come ad esempio Bagnoregio, sono qualcosa di stupendo”.

Come vedi il tuo futuro?
“Sinceramente non lo so, vivo molto sul momento. Avevo l’obiettivo di arrivare minimo in Lega 2 e in estate ho avuto qualche opportunità. Ho provato a Mantova e in più si era proposta anche un’altra squadra. Poi, non sono riuscito a concludere e per fortuna tornato a Viterbo dove ribadisco, sono più che contento”.

C’è qualcosa che ti lega al numero della tua maglia?
“Ho preso il 4 quando ero a Viterbo e l’ho tenuto. Quella stagione è stata fantastica, l’anno prima volevo smettere di giocare poi sono venuto qua. Abbiamo fatto un campionato stratosferico con una squadra che doveva salvarsi, sono arrivato in nazionale e addirittura al pre-Europeo. Diciamo che ho tenuto il 4 per volontà”.

Una battuta per concludere. Ti chiama il presidente e ti dice: ‘Michele, abbiamo la possibilità di prendere uno tra Bargnani, Belinelli e Gallinari. Chi portiamo alla Stella azzurra’?
“Gallinari tutta la vita. Facile, senza nemmeno starci a pensare”.

Samuele Sansonetti


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