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” Spesa sanitaria, Lazio virtuoso”

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Riccardo Valentini

Riccardo Valentini 

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Lazio Regione virtuosa per il contenimento della spesa sanitaria.

Secondo i dati Agenas 2015, mentre in Italia la spesa sale del +0,89%, nella nostra Regione si registra invece una diminuzione dello 0,18%. Inoltre sul disavanzo si è passati da 2mld nel 2006 a 282 mln di euro nel 2015, mantenendosi sotto al 5% per due anni consecutivi.

Lo rilevano i risultati del primo semestre del “Sistema Prevale”, programma regionale di valutazione degli esiti del Lazio in collaborazione con il programma nazionale esiti ed elaborato dal dipartimento di Epidemiologia del Servizio sanitario regionale. Un sistema costruito per valutare la qualità delle cure nella Regione Lazio.

A illustrare i dati della Regione Lazio, insieme al presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, il direttore del dipartimento di Epidemiologia del Ssr, Marina Davoli, Flori Degrassi della direzione regionale salute integrazione sociosanitaria e il subcommissario alla sanità della Regione Lazio, Giovanni Bissoni.

Meno costi, più qualità. Migliora la qualità delle cure nel Lazio per quanto concerne gli interventi di colecistectomia, il trattamento dell’infarto acuto del miocardio e la tempestività dell’intervento chirurgico entro 2 giorni dalla frattura del collo del femore. Ma soprattutto va sottolineata una riduzione più significativa rispetto al passato dei parti cesarei primari.

Nello specifico la proporzione di cesarei primari nel I semestre 2015 diminuisce rispetto agli anni precedenti (1.5% in meno), arrivando al 28.7%. La proporzione di interventi per fratture del collo del femore in pazienti anziani eseguite entro due giorni dall’accesso nella struttura di ricovero è aumentata, passando dal 41% nel 2013 al 49% nel 2014 fino al 53% nel I semestre del 2015.

Per quanto riguarda gli interventi per fratture del collo del femore  ci sono inoltre numerose strutture che hanno valori superiori al 60%, come raccomandato dallo stesso regolamento del ministero della Salute sugli standard delle cure ospedaliere. Nel dettaglio, sono stati registrati miglioramenti nell’azienda ospedaliera universitaria di Tor Vergata (dal 45% all’85%), la Casa di Cura Accreditata S.Anna (dal 40% all’80%), l’ospedale di Rieti (dal 25% al 70%) e l’ospedale Grassi di Ostia (dal 25% al 60%).

Numerosi infine gli ospedali pubblici, privati ed universitari che raggiungono o mantengono soglie ben superiori al 70%, tra questi anche l’Ospedale Belcolle di Viterbo assieme al San Filippo Neri, al S.Eugenio, al Policlinico Gemelli, al San Camillo, all’ospedale S. Maria Goretti e all’Istituto Chirurgico Ortopedico Traumatologico di Latina, alla CCA Nuova Itor, al Santo Spirito e all’Ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina.

Infine, la proporzione di angioplastica primaria, intervento salvavita nei casi più gravi di infarto acuto del miocardio, i cosiddetti Stemi (soprallivellamento del tratto ST), è rimasta sostanzialmente invariata nel I semestre 2015 (43%) rispetto a tutto il 2014, ma aumentata rispetto al 2013 (31%). La proporzione di colecistectomie laparoscopiche con degenza post-operatoria inferiore a 3 giorni è aumentata ulteriormente passando dal 61% nel 2013, al 67% nel 2014, al 72% nei primi 6 mesi del 2015, in linea con il trend degli ultimi anni. Il risultato è una progressiva riduzione dei giorni di degenza potenzialmente inappropriati.

Riccardo Valentini
Capogruppo del Partito democratico al Consiglio regionale del Lazio

 


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