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Legna come tangente, non era concussione

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Il pm Paola Conti, titolare dell'inchiesta sull'Inps

Il pm Paola Conti

L'avvocato Roberto Massatani

L’avvocato di parte civile Roberto Massatani

L'avvocato Franco Taurchini

L’avvocato della difesa Franco Taurchini 

Tuscania – Era corruzione e non concussione. Ma l’accusa è prescritta.

Termina senza condanna e senza assoluzione il processo a Giuseppe Biordi, ex assessore alla Polizia locale al comune di Tuscania.

Dante Presciutti, tagliaboschi, titolare di una ditta di legnami, lo aveva denunciato per una presunta tangente da 20mila euro e minacce varie.

Una era quella di ostacolarlo nella stipula del contratto dell’appalto per il taglio del bosco di Tuscania, vinto da Presciutti e affidato dal comune nel novembre 2006, all’epoca in cui Biordi era assessore. Poteva, quindi, tenere in pugno il tagliaboschi anche per il saldo del taglio di bosco di Monte Romano e dei lavori di somma urgenza al cimitero e alla scuola materna dopo l’alluvione del 2007, lavori sempre eseguiti da Presciutti.

Non solo: se non gli avesse dato quei 20mila euro, equivalenti alla metà del ricavato dell’appalto, il tagliaboschi non avrebbe preso più lavori dal comune di Tuscania e Biordi avrebbe fatto di tutto per ostacolarlo anche con altre amministrazioni del Viterbese. Presciutti lamentava, poi, i 10mila quintali di legna venduti a Biordi con 2mila euro di sconto ogni mille quintali. Gli assegni usati per pagarlo: assegni protestati e, quindi, mai incassati. E ancora, l’escavatore e il rimorchio che fu costretto a comprare da Biordi e a pagare a caro prezzo, benché fossero rottami.

Presciutti, costituito parte civile al processo, sporse denuncia nel 2008 per estorsione e truffa.

Per quella presunta tangente in natura, che il tagliaboschi avrebbe pagato in legname al suo collega, il pm Paola Conti aveva chiesto la condanna a quattro anni e mezzo per concussione. Ma, secondo i giudici viterbesi, l’accusa era corruzione per l’esercizio della funzione. Reato più lieve e prescritto.

“Da un lato siamo soddisfatti, perché la sentenza non equivale a un’assoluzione – spiega l’avvocato di parte civile Roberto Massatani –. Riconoscere che si sia trattato di corruzione significa riconoscere che l’imputato, quei soldi li ha presi. Dall’altro lato, aspettiamo di leggere la sentenza, per capire meglio l’alleggerimento dell’accusa”.

Per il difensore dell’ex assessore, Franco Taurchini,  “il tribunale ha interpretato la vicenda come un accordo tra le parti, senza costrizioni, né forzature. Entrambi avevano un interesse: gli appalti Presciutti, la legna a prezzo scontato Biordi. E quando non sono stati più d’accordo, sono finiti davanti al tribunale, che non ha creduto a una parola della denuncia del tagliaboschi. E fece bene il gip a respingere la richiesta d’arresto di Biordi da parte del pm”. 

La procura aspetta le motivazioni, ma tira già aria di appello.


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