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Ecco l’etrusca Tuscania…

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I pirati della bellezza - Passeggiata-raccontro nell'etrusca Tuscania

I pirati della bellezza – Passeggiata-raccontro nell’etrusca Tuscania

Davide Ghaleb, Antonello Ricci e Pietro Benedetti

Davide Ghaleb, Antonello Ricci e Pietro Benedetti

Antonello Ricci

Antonello Ricci

I pirati della bellezza - Passeggiata-raccontro nell'etrusca Tuscania

I pirati della bellezza – Passeggiata-raccontro nell’etrusca Tuscania

Anna Maria Conti

Anna Maria Conti

I pirati della bellezza - Passeggiata-raccontro nell'etrusca Tuscania

I pirati della bellezza – Passeggiata-raccontro nell’etrusca Tuscania

Roberto Pecci e la Banda del racconto

Roberto Pecci e la Banda del racconto

I pirati della bellezza - Passeggiata-raccontro nell'etrusca Tuscania

I pirati della bellezza – Passeggiata-raccontro nell’etrusca Tuscania

I pirati della bellezza - Passeggiata-raccontro nell'etrusca Tuscania

I pirati della bellezza – Passeggiata-raccontro nell’etrusca Tuscania

Pietro Benedetti

Pietro Benedetti

I pirati della bellezza - Passeggiata-raccontro nell'etrusca Tuscania

I pirati della bellezza – Passeggiata-raccontro nell’etrusca Tuscania

Tuscania – (r.s.) – Ecco l’etrusca Tuscania.

Passeggiata-racconto, ieri mattina, con Antonello Ricci e Davide Ghaleb. “Gli etruschi a Toscanella”, nona tappa di un viaggio alla scoperta della provincia e della sua storia etrusca (fotogalleryslide).

Non solo uno splendido borgo medievale o il set cinematografico dei film di Pasolini. Tuscania è molto di più. Una città antichissima, ricca di aneddoti affascinanti e misteriose curiosità.

A svelarli gli uomini e le donne della Banda del racconto. Lo hanno fatto, come sempre, alla loro maniera. Tra le percussioni di Roberto Pecci e i brani letti da Pietro Benedetti e Olindo Cicchetti. Con loro quatto giovani apprendisti narratori che hanno curato il profilo narrativo e la ricerca letteraria: Sofia Barbanti, Michela Celestini, Simonetta Celli e Alessandro Vagnoni.

Ad Anna Maria Conti il compito di raccontare la storia e l’archeologia etrusca di Tuscania. “L’antico nome di Tuscania – spiega Conti – è un mistero. In epoca romana era chiamata Tuscana che potrebbe corrispondere a un etrusco Tuschna, ovvero la città etrusca”.

Da piazza Basile il pubblico è stato accompagnato, passo dopo passo, nei luoghi dove posarono i piedi gli antenati etruschi. “Piazza Basile – dice Conti – è il salotto di Tuscania. La piazza principale dove già si possono notare coperchi di sarcofagi etruschi appartenenti al quarto e terzo secolo avanti Cristo”.

La prima tappa davanti a ciò che rimane della via Clodia. Poi la chiesa di Santa Maria Maggiore, una delle più antiche in Italia, che poggia le sue fondamenta tra mura, pietre e tombe etrusche. Infine, coronata da alte mura e torri, la chiesa di San Pietro. Dal colle si può ammirare uno tra i più suggestivi e pittoreschi panorami dell’Etruria centrale.

“Sul colle di San Pietro – continua Conti – è stato individuato l’abitato etrusco. Nonostante non vennero mai scavate strutture abitative né sacre, viene individuato in questo luogo sia per la presenza di numerosissimi frammenti ceramici che per la sua strategica posizione”.

Il colle si trovava al centro di un sistema di colline vulcaniche occupate da necropoli etrusche. Da qui si poteva anche controllare la valle del fiume Marta, importante via di comunicazione tra Tarquinia, il lago di Bolsena e la valle del Tevere.

Non solo il colle di San Pietro. “Le necropoli di Tuscania – conclude Conti – occupano pianori, pendii, fondovalle e tutta l’area circostante l’attuale città di Tuscania. E le tombe, seppur spoglie, conservano un fascino arcaico dovuto all’ambiente ancora molto naturale in cui sono conservate”.

 

 

 


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