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“L’occidente recuperi il suo orgoglio cristiano”

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Parigi - Raffica di attacchi terroristici islamici - Le immagini scattate fuori dal ristorante

Parigi – Raffica di attacchi terroristici islamici – Le immagini scattate fuori dal ristorante

Parigi sotto assedio - Le immagini scattate fuori dal ristorante

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Parigi - Raffica di attacchi terroristici islamici

Parigi – Raffica di attacchi terroristici islamici

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Chiamato ulteriormente in causa, risponderò brevemente e definitivamente, disponibile comunque a un dibattito più ampio in altre sedi.

Mattioli mi rammenta l’aneddoto narrato dal Vasari, nel quale il sommo artista Michelangelo, estasiato dall’opera sua, la statua del Mosè, gli domandava perché non parlasse, colpendola stizzito con un martello.

Artisti, pensatori, anime belle e professori hanno sovente tale limite: s’innamorano delle proprie idee, pretendono di calarle nella realtà e s’inquietano quando esse non funzionano.

Caro Mattioli, lei ha pensiero profondo ma carente di vastità. Lei pone problemi, ma non dà soluzioni, perché non le conosce e non è il solo. Il mondo, purtroppo, è più complesso di come lo si vede da un’aula universitaria e soprattutto impone tempistiche e scelte impensabili nella didattica accademica.

Lei continua a dare interpretazioni e a fare azzardati parallelismi, senza rendersi conto che l’emergenza è oggi, ora, nel momento stesso in cui lei e io dissertiamo coltamente.

Trotsky teorizzava la rivoluzione permanente, il neoconservatorismo di Wolfowitz e Pipes postula l’esportazione della democrazia, sono le due facce di una stessa medaglia, entrambe con errori di fondo, ma ambedue finalizzate al dominio del potere.

Le problematiche del contrasto al terrorismo hanno una cogenza molto diversa. Le ho offerto un esempio concreto dal quale lei rifugge la risposta. Eppure, tutti i giorni noi abbiamo quel terrorista, invasato, crudele, fanatico, che al grido di “Allah è grande”, uccide innocenti, donne, bambini, persone inermi, troppo pavido per combattere sul campo.

Cosa facciamo di questo sedicente Jihadista e del suo dio sanguinario? Cerchiamo le colpe dell’Occidente? Dissertiamo del perché è diventato quel che è? Ci crocifiggiamo per le Crociate? Mostriamo comprensione e tolleranza? No, Professor Mattioli, lo neutralizziamo, subito, senza se e senza ma. Ci dica poi lei, quali sono le ricette perché il bambino che ha lasciato non segua le orme sciagurate del padre.

Intanto, noi dobbiamo controllare le frontiere, monitorare i flussi migratori, chiudere le moschee che incitano all’odio e reclutano foreign fighters, prosciugare i flussi finanziari che sostengono la cosiddetta guerra santa, espellere ventimila bigami che vivono in Italia nel disprezzo della legge, impedire che interi quartieri di degradate periferie sopportino l’ulteriore onta di un’imposta sharia di fatto (Bruxelles Molenbeek non me lo sono inventato io!).

Non riusciremo a farlo se l’Occidente non recupera l’orgoglio per le sue radici, che sono e rimangono cristiane, se non ci libereremo di assurdi complessi di colpa che ci portano a tollerare colpevolmente improponibili pratiche misogine e oscurantiste, se non la smettiamo di blaterare, di girare in tondo, guardandoci perplessi l’ombelico.

Caro Professore, non faccia parte del problema, offra un contributo solutivo, utilizzi la sua sapienza, che le è riconosciuta anche grazie a Wikipedia, sarà ascoltato e ringraziato, altrimenti non si perda in astruse concettualità, le quali indeboliscono soltanto la necessaria tensione al superamento dell’emergenza che il momento richiede.

Ho sempre pensato che Adolf Hitler sia stato un pazzo criminale, ho la stessa opinione sui seguaci di Marx, dei quali, tuttavia, pur avendo fatto danni pari o superiori, rilevo che non accettano il medesimo giudizio storico, che non può non essere severissimo.

Per lo stesso motivo, non considero certamente tutti i musulmani criminali, tuttavia le rammento che ogni Jihadista si professa musulmano e che tale religione, nella sua pratica corrente, è, ne converrà, quanto di più lontano possibile dalle idee illuministiche di pace, uguaglianza e libertà. Le stesse idee per le quali ho combattuto per tutta la vita e per le quali ora scrivo.

Raffaello Federighi


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