Viterbo – (p.p.) – “Sanità, mobilitazione dei dipendenti per tagli indiscriminati”.
Dipendenti degli appalti delle pulizie, della distribuzione dei pasti e dei cup, centri di prenotazione, sul piede di guerra. E con loro i sindacati per dire basta ai tagli indiscriminati nel settore della sanità.
Partecipa al grido unanime anche Fortunato Mannino (Cisl) che era presente all’attivo unitario dei sindacati coi delegati degli appalti dei tre servizi degli ospedali del Lazio.
“E’ stata inviata – dice Mannino – una richiesta di apertura dello stato di agitazione alla Regione, alla Prefettura e alle Asl del Lazio, in merito all’applicazione della legge 125 del 6 agosto 2015, in cui si chiede, attraverso delibere delle aziende sanitarie, la riduzione di un ulteriore 5 per cento del sevizio di pulizie, di distribuzione dei pasti ai malati e del cup.
Chi se ne occupa ha già subito tagli che hanno peggiorato i servizi per gli utenti e le condizioni dei dipendenti con meno ore, meno salario e più carichi di lavoro. E’ inaccettabile dunque questa logica di tagli lineari senza un piano generale sulla sanità del Lazio. Ecco perché il sindacato ha avviato questo provvedimento, vanno salvaguardate qualità e quantità dei servizi”.
In gioco per Mannino ci sono servizi fondamentali. “Pulizie, distribuzione dei pasti e cup sono settori imprescindibili, su cui non si può tagliare indiscriminatamente. La Regione deve convocare le strutture sindacali, di categoria e confederali, per trovare una soluzione idonea, affinché la spending review venga attuata come previsto e cioè senza nessun costo aggiuntivo per cittadini e lavoratori, ma a parità di prestazioni e di salario.
Si deve incidere sul profitto delle aziende nelle gare d’appalto: come quella per le pulizie, rinnovata lo scorso anno e con un ulteriore ribasso, o quella del cup, che è in via di espletamento, già a un ribasso del 10 per cento.
Al contrario, un ulteriore balzello colpirebbe indirettamente utenti e lavoratori, considerando, poi, che nel Lazio, l’addizionale regionale è superiore alla media al 3,3 per cento per i soggetti con reddito imponibile oltre 35 mila euro”.
La richiesta dei sindacati è unanime. “Dopo l’avvio della procedura di raffreddamento – conclude Mannino – abbiamo indetto lo stato di agitazione di tutti i lavoratori del settore del Lazio. E’ urgente la convocazione di un tavolo per trovare una soluzione”.
