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Oro e gioielli in tasca dei ladri

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Nepi - Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire - I carabinieri e i vigili del fuoco in via Garibaldi

Nepi – Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire – I carabinieri e i vigili del fuoco in via Garibaldi

Nepi - Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire - I carabinieri in via Garibaldi

Nepi – Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire – I carabinieri in via Garibaldi

Nepi - Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire - I vigili del fuoco in via Garibaldi

Nepi – Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire – I vigili del fuoco in via Garibaldi

Nepi - Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire - I vigili del fuoco in via Garibaldi

Nepi – Malviventi muoiono mentre tentano di fuggire – I vigili del fuoco in via Garibaldi 

Nepi – Si cerca il terzo uomo. Ma anche i proprietari della refurtiva.

I due trentenni albanesi schiantatisi in fondo a un dirupo domenica sera avevano gioielli e monete in tasca (video – fotocronaca – slide).

Dentro quel che resta della Golf bianca, risultata anch’essa rubata a Perugia, i carabinieri hanno trovato un bottino di banconote straniere, orologi, un computer e tre rotoli di nastro isolante, servito, forse, nell’eventualità di un furto che degenerasse in rapina e, quindi, nell’evenienza di dover legare i padroni di casa. 

Da un mese e mezzo andavano avanti le razzie tra Colle Farnese e Colle Salomonio, a Nepi, quasi sempre in orario pomeridiano – serale. Difficile, adesso, dire con certezza che i ladri fossero proprio i due trentenni morti. Un dato di fatto è che né ieri, né l’altro ieri, sono state sporte denunce per furto nella zona di Nepi. Un altro dato è che nessuno ha mai denunciato o segnalato rapine, nel mese e mezzo di quotidiane scorrerie nei due centri residenziali. Ma i topi d’appartamento erano così spudorati da colpire anche di giorno, nell’incertezza che la casa fosse vuota. Non stupirebbe se si fossero premuniti al pensiero di trovare qualcuno all’interno.

Due morti e un ricercato. Nei pressi del luogo dello schianto i carabinieri hanno trovato impronte di scarpe, ma non è detto fossero del terzo complice.  E’ stata una scena da film quella dell’inseguimento, con tanto di sparatoria e corsa folle di macchine nel centro.

I malviventi avevano da poco messo a segno un colpo in una casa, ma la macchina sospetta è stata subito notata e segnalata alla caserma dei carabinieri. La chiamata è arrivata in tarda serata. Subito sono scattate le ricerche della Golf bianca da parte dei carabinieri della stazione locale. Intanto i colleghi di Civita Castellana avevano organizzano posti di blocco.

Durante l’inseguimento, la macchina dei ladri ha speronato quella dei carabinieri che, per fermarli, hanno esploso un colpo in aria. Avrebbero quindi urtato un’altra auto in sosta e quasi falciato una donna col passeggino.

A via Garibaldi, però, la corsa si è fermata. Sono scesi dalla macchina e hanno deciso di buttarsi da quello che per i tre doveva essere un terrapieno.

Sotto di loro, invece, un vuoto di quasi trenta metri. E quindi l’impatto a terra. Si ipotizza che i ladri si siano lanciati uno sopra l’altro: il primo e il secondo avrebbero dunque attutito la caduta al terzo, che, salvo, sarebbe scappato. Un’ipotesi però troppo lontana dalla realtà.

Fatto sta che la caduta è stata rovinosa. Uno è morto sul colpo e il suo corpo è stato recuperato in tarda notte, con non poche difficoltà; l’altro, invece, che respirava ancora, è morto durante la corsa all’ospedale in eliambulanza.

A duecento metri dal luogo dello schianto, due anni fa, la forestale di Civita Castellana aveva scoperto una piantagione di marijuana. Per un 59enne del posto scattò l’arresto.

Alcuni cacciatori nepesini hanno messo a disposizione i loro cani per le ricerche del terzo uomo. E’ stata setacciata la zona. Ma di lui nessuna traccia, al di là di quei passi. Le ipotesi sono due: che sia ancora vivo e sia fuggito, o che il suo corpo si trovi in un luogo non visibile. Sul posto, quella notte, anche il colonnello Mauro Conte e il pm Massimiliano Siddi. 


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