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Osservazione gas serra, l’Unitus in prima linea

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Viterbo - Santa Maria in Gradi

Viterbo – Santa Maria in Gradi

Viterbo – Nasce Icos Eric. L’unione europea verso la Cop21 con un messaggio chiaro e determinato. L’Unitus in prima linea.

La commissione europea ha ufficialmente istituito Icos Eric – Sistema integrato di osservazione sul carbonio, una nuova infrastruttura di ricerca pan-europea che ha l’obiettivo di fornire osservazioni di lungo periodo sui gas serra in tutta Europa.

I membri fondatori di Icos Eric sono otto: Belgio, Francia, Germania, Italia, Olanda, Norvegia, Svezia e Finlandia (sede dell’Eric), e Svizzera, che al momento fa parte dell’iniziativa in qualità di osservatore.

In prima linea c’è anche l’università della Tuscia nella partecipazione della ricerca italiana alle attività di Iico Eric che vedono il coinvolgimento di diversi centri di ricerca e università tra cui il consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), il centro euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc), il consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea), istituto nazionale oceanografia e di geofisica sperimentale, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea), l’agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) della Val d’Aosta, la provincia autonoma di Bolzano, la fondazione Edmund Mach (Fem), l’università̀ degli Studi della Tuscia di Viterbo, l’università degli studi di Sassari, l’università degli Studi di Padova, l’università̀ degli studi di Genova, l’università̀ cattolica del sacro cuore, la libera università di Bolzano e l’università̀ degli studi di Udine.

Il contributo italiano a Icos è rappresentato da numerose stazioni di osservazione e di rilevamento dati nelle tre componenti: atmosfera (con i siti di misura di monte Cimone, Lampedusa, Potenza e Plateau Rosa), ecosistemi (con i siti di Castelporziano, borgo Cioffi, Renon, Negrisia, monte Bondone, Capodimonte, Arca di Noè, bosco Fontana e Torgnon) e oceani (siti di Miramare, Paloma, nel mare Adriatico e nel mar Tirreno).

In aggiunta, l’Italia ricopre un ruolo di primaria importanza e visibilità coordinando e ospitando (a Viterbo presso l’università della Tuscia e il Cmcc) l’ecosystem thematic centre, il centro verso cui confluiranno tutti i dati dei siti ecosistemici di Icos Ri e che sarà responsabile del processo, controllo qualità, sviluppi metodologici, formazione e coordinamento della rete.

Icos Eric è il dodicesimo consorzio europeo per infrastrutture di ricerca (european research infrastructure consortium) istituito dal 2009, anno in cui è stato creato questo strumento giuridico e istituzionale per attività di ricerca a scala continentale.

L’infrastruttura di ricerca Icos nasce dall’attività di numerosi ricercatori, molti dei quali italiani, che negli ultimi venti anni si sono occupati dei temi legati ai gas serra e i cambiamenti climatici.

Commentando l’importanza dell’istituzione di Icos Eric, Robert-Jan Smits, direttore generale per la ricerca e l’innovazione alla commissione europea, ha dichiarato che “Grazie alle attività che agevoleranno osservazioni di lungo periodo sui gas serra e sul carbonio su scala pan-europea, l’infrastruttura europea di ricerca Icos fornirà un importante contributo di informazioni e conoscenze al servizio dell’impegno europeo e globale verso l’ottenimento di sicuri obiettivi di mitigazione.

È quindi d’importanza straordinaria che Icos abbia ottenuto lo status di Eric e che questo sia avvenuto proprio alla vigilia della Cop21 di Parigi, portando un nuovo, chiaro, messaggio dell’unione europea circa i propri impegni sugli obiettivi che riguardano il tema delle emissioni”.

Il ministero di riferimento per Icos in Italia è il ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. I vertici, in merito a questo importante risultato, hanno commentato: “L’Italia nello sviluppo di politiche nazionali a sostegno di ricerca e innovazione che siano coerenti con gli obiettivi delle politiche europee, sostiene sempre con maggiore forza la creazione di european research infrastructure consortia (Eric), forma legale che può aiutare a rendere ancor più organico il sistema della ricerca italiano e che prevede chiare ed efficienti regole di management condivise fra gli stati membri partecipanti.

Fra gli Eric, Icos-Eric è un’ importante infrastruttura di ricerca europea in campo ambientale dove l’Italia, attraverso una azione coordinata del Miur e delle eccellenze nazionali nel settore, si è impegnata non solo partecipando con una serie di siti di misura nelle differenti componenti (ecosistemi, atmosfera e oceani), ma anche ricoprendo un ruolo primario tramite il coordinamento dell’ecosystem yhematic centre, un centro di raccolta e processamento dati dalla rete Icos-Eric, che potrà essere volano per importanti iniziative didattiche e di ricerca a livello sia nazionale che europeo”.

L’inaugurazione di Icos Eric si svolgerà a Bruxelles martedì 24 novembre quando, alla presenza di una delegazione del paese ospitante, Robert-Jan Smits consegnerà la targa ufficiale al ministro finlandese dell’istruzione e della cultura Sanni Grahn-Laasonen e al direttore generale di Icos Werner Kutsch.


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