Roma – Anche dei viterbesi tra gli operatori della salute mentale tagliati dalla Regione.
Il Lazio ha licenziato 125 operatori della salute mentale. Ed è scattata subito la protesta. A loro non è stato rinnovato dalla regione Lazio il contratto di lavoro in scadenza.
Il motivo è sempre lo stesso, la carenza di fondi che costantemente colpisce la sanità pubblica.
Per questo motivo stamattina l’associazione Aresam (associazione regionale per la salute mentale) insieme a lavoratori, utenti e famiglie è scesa in piazza per manifestare a Roma sotto la sede della regione chiedendo un incontro con il presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti.
“Siamo stati assunti a tempo determinato nelle Asl di Roma, Viterbo, Rieti e Frosinone e lavoriamo nei centri di salute mentale e nei reparti di emergenza e degenza – sottolineano i lavoratori -. Con il nostro licenziamento questi servizi si troveranno gravemente sotto organico e si abbandoneranno utenti e famiglie. Chiediamo di essere ascoltati dal presidente della regione perché non solo è necessario rinnovare i contratti dei 125 operatori, scongiurando il collasso del servizio nel Lazio ma – proseguono – deve essere attuato un piano organico che restituisca ai servizi pubblici il loro ruolo fondamentale sul territorio nella cura, riabilitazione e inclusione sociale”.
