Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egidio 17, comincia dal colle del duomo il restyling di Viterbo (video – fotogallery – slide).
Ripartiamo dal colle del duomo. L’invito della serie “amiamo Viterbo” viene da Egidio 17 da tempo al lavoro in vista del quinto centenario dello scisma luterano (1517-2017) che ha visto la città di Viterbo protagonista conciliante, ai tempi di Vittoria Colonna e Reginald Pole, dell’eterno conflitto tra riforma e controriforma.
Alla riunione dei giorni scorsi a palazzo Brugiotti tra tutte le forze attive e culturali della città, sta ora seguendo la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per compattare la squadra e farla scendere in campo. “Le adesioni ci sono – ha detto il direttore artistico di Egidio 17, Antonio Rocca – si tratta solo di metterle a regime”.
Prossimi appuntamenti un dialogo, tipo “pièce”, tra Vittoria Colonna e Michelangelo Buonarrori – lo scenario ideale sarebbe quello dell’ex chiesa del convento di santa Caterina che per alcuni anni ospitò la marchesa di Pescara -, alcune esecuzioni musicali inedite del cinquecento – se ne stanno interessando Fabrizio Bastianini e Barba Aniello -, una giornata di studio su Savonarola nell’ex convento dei domenicani della Quercia che dopo la morte del “monaco eretico” ospitò un manipolo di suoi seguaci, la proiezione per le scuole del film Luther – girato in parte a Viterbo -, alcune conversazioni sugli agostiniani – Lurero è stato agostiniano a Wittenberg in Germania per tutta la vita – tenute dal priore del convento viterbese padre Mario Mattei, la realizzazione di una mega tela sul giudizio universale da parte di Marco Zappa da collocare in un sito tenuto segreto, un ciclo di conferenze sul tema giubilare della Misericordia da tenete a Roma presso la sede del Touring Club.
Ma torniamo al colle del duomo. Da lì è partita la città di Viterbo nell’ottavo secolo al tempo dei longobardi. Lì si è aggregata la prima comunità cristiana, intorno alla nascente cattedrale nel dodicesimo secolo. Sul colle hanno dimorato nel duecento numerosi pontefici senza contare che proprio qui si sono svolte le vicende del più lungo conclave della storia.
La considerazione sorge spontanea. Non è possibile che un luogo sacro e ricco di storia possa essere ridotto così. Se ne è parlato a margine dell’incontro di sabato scorso nel cappellone, favorito dalla stessa associazione Egido 17 le cui fila diventano sempre più folte e qualificate.
“Si deve pensare a un progetto integrato – ha commentato l’architetto Alessio Patalocco della Sapienza di Roma – che coinvolga la cattedrale, il palazzo dei Papi e soprattutto il palazzo Farnese e l’edificio dell’ex ospedale”. Senza contare – ora che il colle si può raggiungere con l’ascensore – la possibilità di fruire di quel mondo sommerso di grotte tufacee che nei secoli hanno ospitato i rifugi più disparati.
Il colle potrebbe diventare un’eccellenza turistica senza precedenti. I fondi? “Gli interventi strutturali dell’Ue servono a questo – ha aggiunto Patalocco -. Occorrono volontà e fantasia, ma soprattutto sinergia di intenti. Si potrebbe partire con un bando europeo per una progettazioni di recupero integrale. Basta volerlo”. Egidio 17 c’è.
Vincenzo Ceniti




