Capranica – (s.m.) – Violentate a 6 e 8 anni e riprese con la telecamera.
E’ ufficialmente chiusa l’inchiesta sugli abusi sessuali su due sorelline.
Nel registro degli indagati del pm Paola Conti sono finiti i genitori delle bambine e un imprenditore di Capranica, datore di lavoro del padre delle piccole.
I presunti abusi risalirebbero al maggio 2014. Per raccogliere prima possibile la loro testimonianza, è stato celebrato un incidente probatorio a porte chiuse, voluto dal curatore delle piccole, Fausto Barili e dal loro avvocato Carlo Taormina: le bambine, accompagnate dalle operatrici della struttura protetta che le ospita, hanno risposto alle domande di avvocati e magistrati. Risposte col contagocce. Pochi ricordi e appannati.
Per la psicologa Laura Ballaerè sono parzialmente credibili. Parzialmente perché è difficile stabilire con certezza quanto abbiano effettivamente dimenticato e quanto poco vogliano ricordare.
Per il pm titolare dell’inchiesta, le sorelline hanno subìto inequivocabilmente abusi sessuali. Rapporti completi ripresi dall’occhio elettronico di una videocamera, dietro la quale ci sarebbe stato l’imprenditore di Capranica. Violenze che emergerebbero con terribile evidenza anche dai referti medici, che comproverebbero i rapporti sessuali avuti in tenerissima età. La procura aveva fatto eseguire anche una consulenza ginecologica sulle bimbe.
Accertamenti che gli inquirenti ritengono pienamente sufficienti per sostenere l’accusa in giudizio: l’avviso di conclusione delle indagini è l’anticamera della richiesta di rinvio a giudizio e, quindi, dell’udienza preliminare.
