Sutri – Rischiò la pelle per un succo di frutta che, in realtà, era soda caustica e che aveva comprato per il figlio di 18 mesi.
Un 39enne di Sutri se l’è cavata con qualche ulcera gastrica, ma le conseguenze potevano essere ben più pesanti dopo aver bevuto un intero bicchiere di detersivo per lavastoviglie.
A giudizio, dopo la denuncia dell’avvocato Paolo Delle Monache, sono finite la barista e la titolare, due donne romane di 25 e 58 anni, accusate di lesioni personali.
Era il 3 febbraio 2013. Il 39enne di Sutri e la moglie avevano comprato la bottiglietta di succo di frutta alla pesca da 200 millilitri al bar di un centro commerciale di Bracciano. Nessuno si accorse che la bottiglietta conteneva detersivo.
Il bambino, fortunatamente, non ne bevve neppure una goccia. Il padre, invece, finì prima al pronto soccorso dell’ospedale di Ronciglione in preda ai bruciori di stomaco, poi a Belcolle, dove gli diagnosticarono ulcere gastriche guaribili in quindici giorni, ma i fastidi, in realtà, andarono avanti per molto più tempo.
La prima udienza è fissata a febbraio 2016, davanti al giudice di pace di Civitavecchia.
In attesa di giudizio, sempre davanti allo stesso tribunale civitavecchiese, anche i titolari del bar tarquiniese che, sempre nel febbraio 2013, fecero bere un succo alla mela verde a un 24enne, che si accasciò a terra e finì in ospedale con l’esofago perforato. L’amica, che l’aveva assaggiato appena, riportò una lieve ustione.
In quel caso, c’è stata la richiesta di archiviazione per i due responsabili della ditta produttrice e confezionatrice del succo di frutta. Il processo è iniziato a giugno, ma ci sono gli estremi per un accordo tra le parti.
La ragazza, rappresentata dall’avvocato Paola Girotti, nonostante uno strabiliante recupero, è costantemente a dieta: per le lesioni che ha riportato dovrà stare attenta per tutta la vita agli alimenti che mangia.
