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Trasferte e missioni, ci sono i rimborsi

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Consiglio provinciale - L'opposizione - Micci, Cataldi e Aquilani

Consiglio provinciale – L’opposizione – Micci, Cataldi e Aquilani 

Viterbo – (g.f.) – Nuove province a costo zero. O quasi.

Proprio per risparmiare, il governo ha più che abolito, trasformato l’ente, togliendo competenze, personale, eliminando organismi politici, ma soprattutto creando una confusione su competenze, fondi e personale senza precedenti.

Risparmio sì, ma costo zero è impossibile.

Qualche spesa dovrà pur esserci. Proprio di recente a palazzo Gentili è stato ripristinato il regolamento sui rimborsi spese per missioni e trasferte.

“Con una delibera di consiglio provinciale – spiega il consigliere Alberto Cataldi (FdI) – cui soltanto io e il collega Elpidio Micci ci siamo opposti votando no, sono stati ripristinati i rimborsi, un po’ com’erano in precedenza”.

Il documento approvato durante l’ultima seduta disciplina caso per caso, quando si ha diritto a essere rimborsati.

“Tutta la maggioranza – spiega Cataldi – Pd compreso, ha votato a favore”.

Nel dettaglio, il regolamento prevede per consiglieri e presidente che vivono fuori Viterbo, sede dell’ente, il rimborso delle spese di viaggio: “Effettivamente sostenute per la partecipazione alle sedute di consiglio e commissione”.

Per arrivare a palazzo Gentili, però, devono prioritariamente usare mezzi di trasporto pubblico. Facile a dirsi.

La propria auto è consentita, previa autorizzazione.

Pure chi va in missione ha diritto al rimborso delle spese di viaggio, in treno, aereo o altro, ma anche del taxi, se si dimostra che era impossibile prendere altro mezzo.

Per i pasti, se gli spostamenti superano le 12 ore, c’è anche l’albergo a quattro stelle e uno o due pasti col limite di 30,55 euro per il primo e 61,10 per tutti e due.

Se invece la missione dura meno di otto ore, si mangia solo una volta.

Per trasferte nazionali, oltre al viaggio, l’importo massimo per giorno di missione è 184 euro, 160 per quelle che non superano le 18 ore, 52 per quelle inferiori a 6 ore e 28 euro, sempre per la durata sotto le sei ore, in posti distanti almeno sessanta chilometri dalla provincia.

La Corte dei conti ha inizialmente vietato per le province qualsiasi tipo di rimborso per spostamenti con mezzo proprio, ammorbidendo poi la posizione, ai casi in cui risulti economicamente più vantaggioso e sempre tenendo conto del fine ultimo che è sempre quello del contenimento per la spesa.


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