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“Il sindaco voleva che mi dimettessi con un scusa”

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L'assessore Andrea Vannini

Andrea Vannini 

Viterbo – A tornare come consulente per il comune non ci pensa proprio, non vuole gravare sulle tasche dei cittadini.

Andrea Vannini è da pochi minuti tornato “solo” professore quando risponde al telefono. Non più assessore.

Il sindaco Leonardo Michelini gli ha revocato la delega. Lui a dimettersi non ci ha pensato proprio. “Il sindaco mi ha detto che dovevo dimettermi io, dicendo che non avevo più tempo da dedicare a questa cosa”. Nonostante gli avesse suggerito anche la scusa, Vannini non ha ceduto. Ha voluto che fosse Michelini a toglierli l’incarico.

Buonasera Vannini, mi sa che non la posso chiamare più “assessore”.
“Non mi ci può chiamare più. Mi può chiamare Andrea”.

Quindi le hanno comunicato che la delega le è stata revocata?
“Sì me lo hanno detto, ma la cosa che voglio subito dire è che io non ho mai saputo di essere stato a tempo. Prendo atto, me ne vado, perché il sindaco ha tutta l’autorevolezza per farlo”.

Michelini ha prospettato la possibilità di una collaborazione con lei, tramite l’università, quando si dovrà riscrivere il capitolato d’appalto per la nettezza urbana.
“Il mio ragionamento è semplice. Io in quanto assessore avevo un costo. Adesso il sindaco sostiene di voler mettere al mio posto un altro assessore, un politico. E poi cosa fa? Chiama me, aggiungendo altri costi?”.

Non si può fare?
“Mica perdo la faccia di fronte alla cittadinanza per una cosa del genere… Non ha senso. Ho fatto la mia esperienza, prendo il mio fagottello e me ne vado. Ma non perdo la faccia rientrando come consulente o qualsiasi altra cosa. Non ci si comporta così di fronte alla città. Sono soldi pubblici, dei cittadini. Non sono soldi di privati. Su questo sia ben chiara la posizione”.

Non accetterà, quindi?
“Se il sindaco avesse voluto avvalersi della mia professionalità, mi avrebbe potuto mantenere come assessore. Adesso che mi ha tolto, farà come crede, ma io non posso perdere la faccia ritornando come consulente. Ai cittadini cosa dico? Che costa l’assessore e poi costo io come consulente? E’ assurdo. Non capisco che tipo di meccanismo mentale metta in fila queste cose”.

Vi eravate parlati nei giorni scorsi?
“Sì. Quanto ha affermato era quello che mi aveva detto nella riunione. In più aveva aggiunto che dovevo dimettermi io, con la scusa che non avevo più tempo da dedicare a questa cosa”.

Lei però non si è dimesso…
“E finalmente ha avuto il coraggio di fare lui un atto. Mi ha tolto la delega. Ha fatto bene. Certamente, se aspettava che mi dimettessi io dicendo che non avevo più tempo, avrebbe aspettato a lungo. Lo ripeto, sia ben chiaro che io non ritorno andando a gravare sulle tasche dei cittadini”.

Giuseppe Ferlicca


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